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	<title>PiccoloRisparmio &#187; default</title>
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	<description>piccoli investimenti in Europa e offshore, MiniRisparmio unico blog italiano presente anche sui telefonini Nokia, energie alternative</description>
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		<title>Ballarò intervista PiccoloRisparmio</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 22:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Brasile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringrazio la giornalista Patrizia De Rubertis della redazione di Ballarò per avermi coinvolto nell&#8217;indagine in corso su quanti italiani sono interessati ad aprire un conto corrente in Germania. Molti infatti puntano più che sul cautelarsi da un possibile default, a una via di fuga dalla eventuale dipartita della moneta unica con il ritorno alle valute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="summary"><p>Ringrazio la giornalista Patrizia De Rubertis della redazione di <a href="http://www.ballaro.rai.it" target="_blank">Ballarò</a> per avermi coinvolto nell&#8217;indagine in corso su quanti italiani sono interessati ad <strong>aprire un conto corrente in Germania</strong>.</p>
<p></div><span id="more-7987"></span><div class="post-content">Molti infatti puntano più che sul cautelarsi da un possibile <strong>default</strong>, a una via di fuga dalla eventuale dipartita della moneta unica con il ritorno alle valute nazionali.</p>
<p><a href="http://ilfattaccio.org/2011/11/27/leuro-sta-per-saltare-le-banche-studiano-piani-di-emergenza-lo-rivela-il-nyt/" target="_blank">Non è notizia di oggi</a> che in <strong>Germania</strong> le banche stanno ufficiosamente considerando questa eventualità non più remota e valutano gli scenari.</p>
<p>In quest&#8217;ottica si colloca un approfondimento che sta conducendo la redazione di Ballarò volta a raccogliere quante più informazioni e possibili feedback da parte degli italiani che concretamente hanno aperto o contano di aprire un conto corrente tedesco. Durante l&#8217;intervista ho menzionato anche la <a href="http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/investire-online-in-bot-tedeschi.html" target="_blank">valida alternativa di sottoscrivere i bund tedeschi</a>, che al pari dell&#8217;apertura del conto obbliga comunque il sottoscrittore a recarsi fisicamente in Germania.</p>
<p>Durante l&#8217;intervista mi è stato chiesto di mettere in collegamento la redazione con quanti tra i lettori hanno già aperto una posizione in Germania e sono disponibili a fornire opinioni di prima mano. Chi fosse interessato può contattarmi nella pagina dei Contatti e fornirò direttamente i recapiti telefonici, intanto provvedo a contattare io stesso chi tra i commentatori ha già comunicato di averlo aperto o essere in procinto di.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ringrazio in anticipo per il supporto!</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Roubini chiama Italia: tagliate il debito (Btp &amp; Co.) del 25%</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 08:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbamamma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mr Doom, ha fatto la sua analisi. Per l&#8217;Italia è preferibile una ristrutturazione ordinata adesso che una caotica in un secondo momento. Anzitutto egli considera scontata una ristrutturazione del debito, cosa che è tabù parlarne in Italia. Noi in effetti non siamo certo come la Grecia per struttura economica e come fondamentali, ma siamo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="summary"><p>Mr Doom, ha fatto la sua analisi. Per l&#8217;Italia è preferibile una ristrutturazione ordinata adesso che una caotica in un secondo momento.<br /> Anzitutto egli considera scontata una ristrutturazione del debito, cosa che è tabù parlarne in Italia.<br /></div><span id="more-7489"></span><div class="post-content"> Noi in effetti non siamo certo come la <a href="http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/tag/grecia" target="_blank">Grecia</a> per struttura economica e come fondamentali, ma siamo in <strong>recessione</strong> (la foto ufficiale la farà prossimamente qualche statistica ufficiale) quindi non solo non cresciamo ma arretriamo e ciò che è peggio in questo quadro è che abbiamo un enorme debito pubblico.</p>
<p>Aggiungo a ciò che tale debito è in buona parte detenuto fuori confine. Infatti anche il <strong>Giappone</strong> cresce poco ed è fortemente indebitato, più dell&#8217;Italia, ma la maggior parte del suo debito è detenuto da giapponesi e quindi non è soggetto a speculazioni sul mercato.</p>
<p>Roubini sostiene che dovremmo diminuire il nostro debito pubblico di 500 mld di euro, andando a circo 1500 mld di euro di debito.<br /> Per fare questo propone una <strong>decurtazione del 25% del debito</strong> (btp e altri bond statali), ovvero ho comprato un bpt a 100, me ne danno 75 e lo Stato è salvo.</p>
<p>In alternativa dice che si potrebbe allungare la scadenza e diminuire la cedola, di modo da arrivare alla decurtazione del 25% ma in molti più anni (20-30) cosa che andrebbe bene per assicurazioni e banche, meno bene per i privati vista la durata molto lunga per riavere nemmeno tutto ma solo il 75% del capitale.</p>
<p>Difficilmente credo che l&#8217;attuale governo possa proporre un <strong>haircut</strong>, però se dovesse intervenire un prestito del FMI allora ci troveremmo di fronte ad una politica monetaria decisa in gran parte dal Fondo, e vedendo ciò che è avvenuto in Grecia non c&#8217;è da stare tranquilli.</p>
<p>Attenzione perchè in Grecia l&#8217;haircut è stato fatto su base privata, quindi non è lo Stato che ha dichiarato ufficialmente la ristrutturazione. Cambia moltissimo nella sostanza, è un <strong>default</strong> senza la dichiarazione di default. Capito? Di fatto c&#8217;è una ristrutturazione, ma senza dichiarazione ufficiale non intervengono i Cds a copertura. Due piccioni con una fava.</p>
<p>Non per i detentori dei bond però..</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Reuters Italia intervista PiccoloRisparmio</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 20:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Brasile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringrazio le giornaliste Dott.ssa Silvia Aloisi e Dott. ssa Antonellia Ciancio che mi hanno cortesemente coinvolto nella loro inchiesta. E&#8217; un effetto evidente di questo momento: gli italiani corrono in Svizzera per aprire conti correnti. I lettori che ci seguono da tempo hanno avuto finora informazioni a 360 gradi su offerte estere, in Europa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="summary"><p><em>Ringrazio le giornaliste Dott.ssa Silvia Aloisi e Dott. ssa Antonellia Ciancio che mi hanno cortesemente coinvolto nella loro inchiesta</em>.</p>
<p>E&#8217; un effetto evidente di questo momento: gli italiani corrono in <strong>Svizzera</strong> per aprire conti correnti.</p>
<p>I lettori che ci seguono da tempo hanno avuto finora informazioni a 360 gradi su offerte estere, in Europa e oltre, ma in effetti negli ultimi 4 mesi l&#8217;interesse per la Svizzera è nettamente aumentato.</p>
<p></div><span id="more-7311"></span><div class="post-content">E proprio su questo argomento, la settimana scorsa sono stato contattato da <strong>Reuters Italia</strong> in merito al panico che ha colpito molti risparmiatori preoccupati dalle misure di austerità di cui si discute ormai quotidianamente e che in larga parte erano state anticipate.</p>
<p>Ammetto di essere rimasto piacevolmente sorpreso di ottenere attenzione da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reuters" target="_blank">una delle maggiori agenzie di stampa mondiale</a>, ma l&#8217;intervista è stata interessante e mi ha permesso di focalizzare quanto in fondo l&#8217;attività che portiamo avanti su <em>PiccoloRisparmio</em> sia divenuta oltre che popolare anche preziosa per molte persone, soprattutto in tempo di crisi.</p>
<p>L&#8217;indagine condotta da Reuters Italia (<a href="http://www.reuters.com/article/2011/11/24/us-italy-switzerland-idUSTRE7AN1BP20111124" target="_blank">purtroppo disponibile solo in lingua inglese</a>) prende spunto dall&#8217;aumento eponenziale di conti correnti in <strong>Svizzera e Lussemburgo</strong> dallo scorso giugno e riuniusce i diversi punti di vista raccolti tra imprenditori, consulenti e appassionati di finanza personale come il sottoscritto.</p>
<p>Dell&#8217;intera intervista è stato colto solo un estratto, tuttavia lo ritengo un riconoscimento importante e uno stimolo a migliorare ancora.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Venderemo l&#8217;oro?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 05:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Brasile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;oro della Banca d&#8217;Italia è l&#8217;ultimo baluardo della nostra serietà economica. Saremo costretti a venderlo per riguadagnarla?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="summary"><p>L&#8217;oro della <strong>Banca d&#8217;Italia</strong> è l&#8217;ultimo baluardo della nostra serietà economica.<br />
Saremo costretti a venderlo per riguadagnarla?</p>
<p></div><span id="more-7183"></span><div class="post-content"></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/T_2d3LdPpbc" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
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		<title>Crisi e default, quali opzioni per noi?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 09:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Brasile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo assistito alla recente escalation delle misure preventive, correttive e d&#8217;emergenza messe a punto dalle banche centrali e più da vicino dai governi che invano tentano di limitare le speculazioni operate ai danni di stati come l&#8217;Italia e lo stesso euro a più riprese è stato messo sotto scacco. Si parla apertamente di scissione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="summary"><p>Abbiamo assistito alla recente escalation delle misure preventive, correttive e d&#8217;emergenza messe a punto dalle banche centrali e più da vicino dai governi che invano tentano di limitare le speculazioni operate ai danni di stati come l&#8217;Italia e lo stesso euro a più riprese è stato messo sotto scacco.</p>
<p></div><span id="more-6835"></span><div class="post-content">Si parla apertamente di scissione della moneta unica, si paventa la fuori uscita di stati dall&#8217;Unione Europea e nel frattempo dai noi le misure di razionalizzazione degli sprechi (o per meglio dire, di reperimento delle cifre richieste a copertura delle manovre) sono già partite con l&#8217;aumento dell&#8217;<strong>IVA</strong>. Ai <strong>Cinesi</strong> a caccia di un&#8217;alternativa al dollaro forse andranno le opere pubbliche, quote del debito.. e magari asset strategici del nostro paese.</p>
<p>Ma se state leggendo queste righe, o ci seguite da tempo o siete arrivati cercando informazioni su quali possibili opzioni possano esserci per un piccolo risparmiatore italiano desideroso solamente di tutelare il frutto dei suoi sacrifici.</p>
<p>Noi di <em>PiccoloRisparmio</em> promuoviamo da tempo l&#8217;apertura di posizioni estere che in passato permettevano principalmente di diversificare i propri risparmi a fronte persino di interessi inferiori rispetto a quanto offerto in Italia. Nella pagina dei <a href="http://piccolorisparmio.eu/index.php/conti-esteri.html" target="_blank">Conti Esteri</a>  è possibile approfondire molte offerte aperte anche a cittadini italiani, da rileggere magari alla luce degli <a href="http://piccolorisparmio.eu/index.php/stati-con-rating-aaa.html" target="_blank">attuali rating dei paesi</a>. E&#8217; ovvio che per chi è disposto a trasferire i propri risparmi all&#8217;estero (e ricordiamo che va fatto <strong>tutto alla luce del sole</strong>, tramite bonifico), aumenteranno un poco le incombenze in fase di dichiarazione dei redditi, ma già sul nostro sito è possibile trovare <a href="http://piccolorisparmio.eu/index.php/guide.html" target="_blank">diverse guide</a> su come compilare il famoso <strong>quadro RW</strong>.</p>
<p>Tuttavia è chiaro che in tempo di crisi, gli <strong>accordi trans-nazionali</strong> sono all&#8217;ordine del giorno, come puntualmente ci aggiorna <em>Barbamamma</em>. E persino la <strong>Svizzera</strong>, continuamente sotto i riflettori da parte dell&#8217;OCSE e degli uffici tributari americani ed europei, non rappresenta più quel lido &#8220;<em>offshore</em>&#8221; che poteva essere un rifugio sufficientemente sicuro 20-30 anni fa.</p>
<p>Facciamo un esempio: nel caso di un conto di deposito detenuto in un altro stato membro (pensiamo a un conto in <strong>Austria</strong> per semplicità, o il deposito lussemburghese <strong>Advanzia</strong>, dove sulla carta vige ancora il segreto bancario), non ci sarebbe alcuna differenza per eventuale <strong>patrimoniale</strong> applicata su un residente italiano. Sarebbe comunque assoggettato alla tassazione come se il conto fosse presente proprio in Italia, il giorno stesso dell&#8217;attuazione del procedimento. Nel caso il conto fosse in Svizzera, nonostante lo status derivante dalla non appartenenza alla UE, nulla vieta di credere che alla luce dei recenti e prossimi trattati, la banca centrale elvetica potrebbe accordare lo stesso prelievo anche in fondi svizzeri detenuti da residenti UE. Anzi, è certo. Aprire un conto corrente o un conto di deposito in Svizzera è un&#8217;operazione più che lecita, così come lo è aprirlo in qualunque altro stato del mondo. Ma indubbiamente pensare di sfuggire a misure fiscali svantaggiose con la sola apertura nel vicino <strong>Ticino</strong> (a Chiasso o Lugano ad esempio) è una pia illusione. Forse converrebbe maggiormente aprire un conto in <strong>Germania</strong> e sperare che in caso di scissione venga tutelato il capitale per la residenza legale della banca, piuttosto che quella fiscale del risparmiatore. In tal senso penso che ottime opzioni sono anche gli investimenti in <a href="http://piccolorisparmio.eu/?s=bund" target="_blank">bund tedeschi o austriaci</a> da attivare dialogando direttamente con i relativi ministeri, come ampiamente illustrato.</p>
<p>Altri sistemi per proteggere i propri risparmi possono essere i cosiddetti <strong>beni rifugio</strong>, termini ampiamente ricercati quando si inizia a parlare apertamente di <strong>default</strong>; per citare i più famosi: sicuramente i preziosi, sicuramente il franco, forse altre valute europee diverse dall&#8217;euro. Ma convertendo la moneta euro in qualcos&#8217;altro ci si espone sia a costi certi che a tassi variabili di cambio. Pensiamo all&#8217;<strong>oro e ai diamanti</strong>: il fixing è legato al dollaro, che sicuramente non ha vita facile con il bilancio in default tecnico degli Stati Uniti. Inoltre questo tipo di investimenti va visto in ottica di lungo periodo (converto la moneta in un bene rifugio da utilizzare tra 5-10 anni sperando che nel frattempo la situazione si sia normalizzata e che riesca anche a spuntare una plus-valenza in grado di abbattere sia l&#8217;inflazione che i costi iniziali, quelli di mantenimento e quelli di ricollocamento). E&#8217; chiaramente una scommessa, ma per chi è interessato abbiamo trattato ampiamente gli argomenti (vedi <a href="http://piccolorisparmio.eu/index.php/tag/oro" target="_blank">per l&#8217;oro</a> e vedi <a href="http://piccolorisparmio.eu/index.php/investire-in-diamanti-finanziari.html" target="_blank">per i diamanti</a>). Acquistare <strong>franchi</strong> può essere una soluzione nel breve periodo, anche se il continuo apprezzamento potrebbe rendere antieconomico farlo (a prescindere quindi se poi si detengano in Italia o all&#8217;estero). Non dimentichiamo poi i buoni consigli di chi suggerisce di <a href="http://piccolorisparmio.eu/index.php/ancora-due-anni-di-galleggiamento.html#comment-241785912" target="_blank">investire in terreni</a>.</p>
<p>La domanda di questi giorni, guardando alla nostra economia, non è più se l&#8217;Italia possa fallire, ma cosa comporterebbe una tale conseguenza sull&#8217;euro. E&#8217; vero che la <strong>BCE</strong> non potrebbe sostenere questo fardello, è vero anche che nessuno dei grandi d&#8217;Europa potrebbe sopportarne le conseguenze. Formalmente non possiamo fallire, ma certamente andiamo incontro a nuove &#8220;razionalizzazioni&#8221;, magari anche commissariamenti della BCE e penso che i nostri amati<strong> conti di deposito</strong> non saranno intoccabili in futuro.</p>
<p>Con questi pensieri sorrido quando viene messo in dubbio il rating di istituti più o meno giovani, come <strong>Banca IFIS</strong>, <a href="http://piccolorisparmio.eu/index.php/tag/privatbank" target="_blank">AS PrivatBank</a> o l&#8217;ultima arrivata <a href="http://piccolorisparmio.eu/index.php/tag/banca-sistema" target="_blank">Banca Sistema</a>. Penso che prima che possano fallire, sarà lo Stato a voler prendere una fetta dei nostri risparmi &#8220;depositati&#8221;. Nel frattempo quindi perché non approfittare di tassi più elevati rispetto alla media?</p>
<p>Ipotizzo che in questo momento per noi piccoli risparmiatori ci sia poco da fare, al limite si può rallentare l&#8217;esproprio dei capitali portandoli all&#8217;estero, perché di fatto tra costo della vita e nuove tasse, si sta già erodendo il risparmio in modo indiretto. Per chi ha più mezzi (e come giustamente osservava qualcuno, più che piccolo è un <strong>medio risparmiatore</strong>) sono ovviamente disponibili altri scenari legati alla possibilità di esplorare gli ultimi baluardi offshore. Che non vanno intesi esclusivamente come località caraibiche, ma come costruzioni finanziarie in grado di assicurare anonimato e tutela dei propri asset (la recente cronaca poi è piena di informazioni a riguardo). Con tali costruzioni è persino possibile tutelare le proprietà come auto e case.</p>
<p>Personalmente sono convinto che i consistenti lavori in corso genereranno altrettanto consistenti costruzioni.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Meglio di così non poteva andare</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 08:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Corradi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la manovra fiscale di ferragosto il governo ‘grazia’ i risparmiatori. La patrimoniale colpirà solo i redditi, e solo quelli alti, non il capitale. Possiamo tirare un sospiro di sollievo. Almeno per quest’anno. La temuta patrimoniale stile 1992 non c’è stata. Il Governo si è dimostrato serio nei confronti della categoria dei risparmiatori. Oltretutto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="summary"><p style="text-align: justify">Con la manovra fiscale di ferragosto il governo ‘grazia’ i risparmiatori. La patrimoniale colpirà solo i redditi, e solo quelli alti, non il capitale.</p>
<p style="text-align: justify"></div><span id="more-6653"></span><div class="post-content">Possiamo tirare un sospiro di sollievo. Almeno per quest’anno. La temuta patrimoniale stile 1992 non c’è stata. Il Governo si è dimostrato serio nei confronti della categoria dei risparmiatori. Oltretutto con l’unificazione della tassazione al 20% delle rendite finanziarie, che a questo punto dovrebbe scattare dal 1/1/2012,  veniamo addirittura avvantaggiati rispetto al 27% che abbiamo pagato finora, a scapito della categoria degli investitori, azionari e obbligazionari,  che invece si vedranno aumentare l’imposta dal precedente 12,50%. Ma questa è una categoria a cui già da tempo noi non facciamo parte. I conti di deposito, in Italia e all’estero,  per la massima tutela giuridica di cui godono, sono il nostro unico obiettivo. E con l’unificazione delle aliquote ci si aprono grandi prospettive. Per le banche dovrebbe finire l’era dei pronti contro termine e iniziare, per tutte, l’era dei conti di deposito.</p>
<p style="text-align: justify">La temuta patrimoniale è stata intelligentemente elaborata per colpire solo il reddito, non il risparmio. E per il momento colpirà solo i redditi alti, dai 90.000 euro annui in su.</p>
<p style="text-align: justify">Per cui, almeno in questa circostanza, noi risparmiatori posiamo dire ‘grazie Governo’. Di certo quella di ferragosto è solo l’inizio di una serie di stangate che, lo sappiamo, dovrà proseguire per parecchi anni. Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità per decenni ed ora ne dobbiamo pagare il conto. L’importante che questo conto non siano i risparmiatori a doverlo pagare ma piuttosto coloro che, politici/banchieri/imprenditori/cittadini, presi dalle dalle sirene fallaci del consumismo e dell&#8217;indebitamento sfrenati,  lo hanno provocato.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Ferragosto di trepidazione per i risparmiatori</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 12:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Corradi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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		<category><![CDATA[patrimoniale]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa del varo della manovra correttiva del Governo è raccomandabile trasferire entro sera una ulteriore quota di risparmi sui conti esteri. Col passare delle ore vanno lentamente delineandosi, tra una conferenza stampa e l’altra, i settori che verranno presi di mira dal decreto legge governativo che sembrerebbe addirittura venire anticipato a prima di ferragosto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="summary"><p style="text-align: justify">In attesa del varo della manovra correttiva del Governo è raccomandabile trasferire entro sera una ulteriore quota di risparmi sui conti esteri.</p>
<p style="text-align: justify"></div><span id="more-6632"></span><div class="post-content">Col passare delle ore vanno lentamente delineandosi, tra una conferenza stampa e l’altra, i settori che verranno presi di mira dal decreto legge governativo che sembrerebbe addirittura venire anticipato a prima di ferragosto, anziché tra martedì e giovedi prossimi come precedentemente programmato.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="text-decoration: underline">Per noi risparmiatori la partita si gioca essenzialmente su due fronti</span>:</p>
<p style="text-align: justify">1) <strong>Tassazione delle rendite finanziarie unificata al 20%</strong>. In questa ipotesi abbiamo tutto da guadagnarci in quanto dall’unificazione delle tassazioni ci vedremmo finalmente ridurre al 20% (dall&#8217;attuale 27%) la tassa sugli interessi dei conti di deposito ove teniamo sistemati i nostri risparmi, in Italia e all&#8217;estero.  Per cui ben venga.</p>
<p style="text-align: justify">2) <strong>Contributo straordinario di solidarietà</strong>. Sotto questa sigla è evidente che si cela un prelievo forzoso sui conti correnti stile 1992.  Negli ambienti governativi sembrerebbero esserci molte contrarietà per cui alla fine, qualora così fosse, potrebbe uscirne un prelievo limitato ai possessori di grandi capitali (per esempio da 500mila euro in su). Solo in questo caso noi piccoli risparmiatori potremmo uscirne indenni. Ma la diffidenza è d’obbligo e il rischio che, dalla fretta, sparino nel mucchio è elevato. Per cui raccomando, a chi seguendo i nostri consigli ha già da tempo acceso conti all’estero, di bonificare su di essi entro sera una ulteriore quota di risparmi ancora giacenti in Italia. Nel caso di ‘contributo straordinario’ questi non vorrebbero colpiti in quanto le banche estere non fungono da sostituti d’imposta come le banche presenti sul territorio nazionale. I nostri risparmi all&#8217;estero potrebbero venire colpiti solo a seguito di un’imposta patrimoniale ben articolata, sotto forma di autodenuncia, ma questa al momento, proprio per ragioni di fretta, non pare essere elaborabile dal governo all&#8217;interno di questo decreto legge.</p>
<p style="text-align: justify">In ogni modo seguiamo trepidanti l&#8217;evoluzione della situazione di ora in ora.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Stati con rating AAA</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 05:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Brasile</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[rating]]></category>
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		<description><![CDATA[Sto partendo per qualche giorno di ferie, tuttavia continuerò a gestire da remoto PiccoloRisparmio e a rispondere a ticket e commenti per quanto mi è possibile attraversando alcuni stati europei. Venerdì scorso, con Wall Street chiuso (ma borse asiatiche ancora aperte), Standard &#38; Poor&#8217;s ha declassato il rating degli Stati Uniti da tripla A (AAA) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="summary"><p><em>Sto partendo per qualche giorno di ferie, tuttavia continuerò a gestire da remoto PiccoloRisparmio e a rispondere a ticket e commenti per quanto mi è possibile attraversando alcuni stati europei.<br />
</em></p>
<p>Venerdì scorso, con Wall Street chiuso (ma borse asiatiche ancora aperte), <strong>Standard &amp; Poor&#8217;s</strong> ha declassato il rating degli Stati Uniti da tripla A (<strong>AAA</strong>) a AA+.</p>
<p></div><span id="more-6624"></span><div class="post-content"></p>
<p><center><a href="http://money.cnn.com/2011/07/29/news/international/countries_with_aaa_rating/index.htm" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://i2.cdn.turner.com/money/2011/07/29/news/international/countries_with_aaa_rating/aaa-club.top.gif" alt="http://i2.cdn.turner.com/money/2011/07/29/news/international/countries_with_aaa_rating/aaa-club.top.gif" /></a></center></p>
<p>Si apre oggi quindi una settimana difficile, di cui è difficile prevedere ogni conseguenza. Tra le novità che più ci riguardano, un possibile apprezzamento dell&#8217;euro che potrebbe divenire ancor di più una moneta alternativa al dollaro soprattutto per quei paesi come la Cina che hanno pesantemente investito nel debito americano (e non solo).</p>
<p>Riporto di seguito la <a href="http://wwww.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2011/08/06/visualizza_new.html_758188239.html" target="_blank">lista pubblicata dall&#8217;ANSA</a> dei paesi che tuttora mantengono la tripla A (sempre secondo Standard &amp; Poor&#8217;s):</p>
<div>Svizzera AAA Stabile</div>
<div>Hong Kong AAA Stabile</div>
<div>Svezia AAA Stabile</div>
<div>Germania AAA Stabile</div>
<div>Canada AAA Stabile</div>
<div>Danimarca AAA Stabile</div>
<div>Gran Bretagna AAA Stabile</div>
<div>Olanda AAA Stabile</div>
<div>Finlandia AAA Stabile</div>
<div>Norvegia AAA Stabile</div>
<div>Austria AAA Stabile</div>
<div>Francia AAA Stabile</div>
<div>Australia AAA Stabile</div>
<div>Indubbio che questi siano i paesi dove c&#8217;è al momento qualche sicurezza in più per i propri risparmi.</div>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Fallisce una banca italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 05:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano Brasile</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[banco emiliano romagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[fidt]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; notizia di questi giorni, comparsa anche nel blog di Beppe Grillo, ma forse poco nei media tradizionali. Wall Street Italia ha pubblicato la notizia lo scorso 12 dicembre del congelamento di tutti i conti del Banco Emiliano Romagnolo (BER). BER si trova ora in amministrazione straordinaria, ma l&#8217;istituto ne dà notizia solo accedendo all&#8217;area [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="summary"><p>E&#8217; notizia di questi giorni, comparsa anche nel blog di <strong>Beppe Grillo</strong>, ma forse poco nei media tradizionali.</p>
<p><strong></div><span id="more-5392"></span><div class="post-content">Wall Street Italia</strong> ha <a href="http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1052442" target="_blank">pubblicato la notizia lo scorso 12 dicembre</a> del congelamento di tutti i conti del <strong>Banco Emiliano Romagnolo (<a href="http://www.berbanca.it/" target="_blank">BER</a>)</strong>.</p>
<p>BER si trova ora in amministrazione straordinaria, ma l&#8217;istituto ne dà notizia solo <a href="http://www.berbanca.it/html/pre-login-banca-online.php" target="_blank">accedendo all&#8217;area riservata</a> con il seguente comunicato:</p>
<p><em>Bologna, 7 dicembre 2010</em></p>
<p><em>Si comunica che, in relazione all’eccezionale carenza di liquidità, i  Commissari di BER Banca, ai sensi dell’art. 74 del TUB, hanno adottato,  previa autorizzazione della Banca d’Italia e per il periodo di un mese,  il provvedimento di sospensione del pagamento delle passività di  qualsiasi genere e la restituzione degli strumenti finanziari ai  Clienti.</em></p>
<p><em>Gli addetti alla Filiale sono a disposizione per ogni chiarimento.</em></p>
<p><em>I Commissari straordinari</em></p>
<p>Tale comunicato compare anche <a href="http://www.bancaditalia.it/media/comsta/2010/CS_BER.pdf" target="_blank">nel sito della Banca di Italia</a>.</p>
<p>Lo staff di Beppe Grillo ha parlato direttamente con BER e un dipendente ha confermato (per chi è interessato qui c&#8217;è la <a href="http://www.beppegrillo.it/2010/12/il_crack_del_ba/" target="_blank">trascrizione della telefonata</a>).</p>
<p>Il fatto è abbastanza grave, ma staremo a vedere i tempi di intervento del <a href="http://www.fitd.it/" target="_blank">Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi</a>. Dal punto di vista della banca è probabile che dal <strong>prossimo 7 gennaio</strong> <a href="http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=807770&amp;lang=it" target="_blank">venga messa in liquidazione</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		<title>Speculazione Italia: titoli di Stato e bancari</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 12:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbamamma</dc:creator>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[borsa]]></category>
		<category><![CDATA[btp]]></category>
		<category><![CDATA[bund]]></category>
		<category><![CDATA[cds]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[titoli di stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Speculazioni e titoli, vediamo di ragionare un po’ sugli scenari di modo da essere consapevoli su quanto potrebbe accadere se certe micce si innescassero. Non parlerò di default, poiché quella è l’ultima spiaggia e quando si verifica (anche in forma di ristrutturazione del debito guidata) il mercato si è già ampiamente mosso. Parlerò invece di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="summary"><p>Speculazioni e titoli, vediamo di ragionare un po’ sugli scenari di modo da essere consapevoli su quanto potrebbe accadere se certe micce si innescassero.</p>
<p></div><span id="more-5363"></span><div class="post-content">Non parlerò di <a href="http://piccolorisparmio.eu/index.php/tag/default" target="_blank">default</a>, poiché quella è l’ultima spiaggia e quando si verifica (anche in forma di ristrutturazione del debito guidata) il mercato si è già ampiamente mosso.</p>
<p>Parlerò invece di ondate speculative più o meno conclamate.</p>
<p>Oramai è evidente che, seppur in modo sussurrato, il nostro Paese sia sotto una certa attenzione da parte degli operatori finanziari. I motivi sono due: debito pubblico elevato e ridotta crescita. Il secondo rende il primo ancora più rischioso.</p>
<p>Del resto per fare una similitudine forzata, ma evocativa ed esemplificativa, se voi prestaste del denaro ad un lavoratore che iniziasse ad accumulare debiti e a trovarsi con un minore stipendio, vi preoccupereste per il timore di restituzione del vostro credito perché diminuendo le entrate ed aumentando le uscite il rischio di rimborso sale.</p>
<p>Recentemente S&amp;P ha confermato il <strong>rating italiano</strong> precisando però che in caso di instabilità politica che porti a non perseguire le politiche economiche di bilancio e crescita, potrebbe essere revisionato a ribasso.</p>
<p>Per chi ama invece i <strong>CDS </strong>(credit default swap) saprà che dopo Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, i cds più elevati in area Euro sono quelli italiani.</p>
<p>Per coloro che valutano la rischiosità di un titolo europeo parametrandolo al <strong>Bund tedesco</strong>, possiamo sottolineare che gli spread del Btp rispetto al Bund hanno di recente superato i 2 punti.</p>
<p>E sappiamo che a fronte di maggiore rischiosità il mercato pretende tassi più alti, quindi un tale differenziale ci <strong>indica come la rischiosità italiana sia aumentata</strong>, fosse anche per un certo periodo, la cosiddetta ondata. Potrebbe tutto rientrare se vi fossero degli interventi strutturali, potrebbe tutto aggravarsi in caso di crescita bassa ed inerzia politica.</p>
<p>Dunque vediamo un po’ due aspetti da considerare in caso di forte ondata speculativa, cioè, in altri termini, quali sono i due fronti di investimento da monitorare: <strong>titoli di Stato e titoli bancari</strong> (ed aggiungo più in generale anche la Borsa).</p>
<p><strong>Titoli di Stato</strong>: per chi detiene titoli di Stato italiani va fatto un discorso diverso a seconda della fotografia fatta nel corso della vita del titolo o alla sua scadenza.</p>
<p>Se ho già ad esempio un <strong>Btp </strong>in portafoglio, un aumento degli spread sul Bund si ripercuotono sulle emissioni future, cioè apparentemente non mi cambia nulla, avrò il mio tasso fisso relativo a quella emissione, e a scadenza avrò il mio capitale a 100.</p>
<p>Però a fronte di nuove emissioni più “ricche”, il mercato si muove, e i grandi investitori (assicurazioni, sim, ecc) vendono il titolo che rende meno per acquistare il titolo con tasso maggiore; a fronte di grandi volumi di vendita il prezzo del Btp già emesso e con tasso meno ricco si vedrà diminuire il suo prezzo, quindi se vendessi il mio titolo prima della scadenza lo farei al prezzo di mercato di quel momento.</p>
<p>Vi invito a prestare attenzione ai titoli sensazionalistici dei giornali: quando scrivono con euforia che i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati vi stanno solo dicendo che il loro prezzo è sceso!</p>
<p>Cioè il vostro titolo Btp già emesso, se lo volessi comprare io, lo pagherei ad un prezzo più basso di qualche tempo prima, quindi significa che il rendimento finale è maggiore.</p>
<p>Es. titolo btp al tasso fisso del 3%: lo compro a 98 (prezzo più basso di quello di emissione), avrò il rimborso a scadenza di 100, quindi in totale come rendimento avrò nel periodo di detenzione il 3% di interesse annuale + il differenziale di 2 di capitale (pago 98 e mi ridanno 100).</p>
<p>Sono conticini esemplificativi conosciuti ai più, ma è importante ragionarci sopra.</p>
<p>Alla scadenza lo Stato rimborsa il capitale a 100, salvo che non dichiari default o ristrutturazione, ma come già accennato si tratta di un caso per noi e per ora non ancora realistico, e seguirebbe a ben altre dichiarazioni e situazioni che probabilmente darebbero già un segnale al mercato di “pericolo imminente”.</p>
<p><strong>Titoli bancari</strong>: gli episodi dei PIGS ci indicano come viaggino insieme i due sistemi, e quando vi sono problemi di bilancio statale, il rischio Paese di ripercuote anche sui bancari nazionali, nonché sulla Borsa.</p>
<p>I titoli azionari bancari hanno solitamente il maggiore deprezzamento, ma anche gli obbligazionari ne risentono, nonché le società che hanno solitamente grandi investimenti in titoli di Stato (assicurazioni, fondi comuni obbligazionari italiani ed europei, gestioni patrimoniali obbligazionarie italiane ed europee).</p>
<p>Tutto ciò spesso si aggrava dal fatto che, se non alle prime, ma alle seconde avvisaglie, <strong>molti correntisti migrano i loro capitali fuori nazione</strong>, cercando di tutelarsi, ma portando maggiori difficoltà di liquidità alle banche.</p>
<p>Mantenere dei depositi, nel limite del possibile, non eccedenti ai massimali di rimborso del fondo garanzia depositi è certamente prudenziale, ma è opportuno segnalare che fino ad oggi pur di salvare le banche gli Stati europei hanno peggiorato i loro conti pubblici. Non so se verranno salvate tutte le banche con difficoltà, ma per ora il sistema europeo è orientato al salvataggio, ed anche la Bce, dichiarando disponibilità a liquidità illimitata per gli Stati fa da scudo indiretto per tali salvataggi. Il dubbio è chi alla fine pagherà, unito al rischio di una massa di liquidità che potrebbe aumentare l’inflazione.</p>
<p>Concludendo, niente allarmismo, ma solo consapevolezza e controlli frequenti sulle notizie relative alle nostre banche, titoli e dati macro.</p>
</div>]]></content:encoded>
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