Chi si trova in questa condizione, ha delle oggettive difficoltà a confrontare non solo la differente retribuzione che potrebbe percepire all’estero (tolte quindi le tasse locali ed eventuale cambio con l’euro), ma anche il costo della vita cui si va incontro e che rientra concretamente in quella che è la trattativa economica in fase di contrattazione con l’azienda estera. Non ultima per importanza, la presenza o meno all’interno del pacchetto salariale dei contributi pensionistici e di assistenza sanitaria.

In questi giorni le statistiche di Eurostat denunciano l’aumento di disoccupazione in Italia pari a quella del 2004, ma guardando ai dati comparati storici si vede che non siamo certo i soli e va considerato che il cosiddetto miracolo tedesco, relativo alla contrazione della disoccupazione, non è esente da sacrifici anche in Germania.

Tuttavia la fame di lavoratori in Germania è reale e io stesso ho ricevuto negli scorsi mesi e in questi giorni offerte di lavoro da parte di aziende tedesche (in evidente affanno nel coprire dei profili professionali con esperienza con la sola disponibilità nazionale) e mi sono trovato in difficoltà cercando di valutare in breve tempo tante variabili per formulare richieste salariali concrete. Con la speranza di offrire un piccolo aiuto a chi si trovi a considerare un trasferimento all’estero vorrei raccogliere quindi in questo articolo alcuni strumenti utili per valutare indicativamente le differenze tra l’Italia e gli altri stati.

Come sempre sono ben graditi suggerimenti e segnalazioni!