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Crisi e default, quali opzioni per noi?

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20 Settembre 2011   |   Opinioni

Crisi e default, quali opzioni per noi?

Abbiamo assistito alla recente escalation delle misure preventive, correttive e d’emergenza messe a punto dalle banche centrali e più da vicino dai governi che invano tentano di limitare le speculazioni operate ai danni di stati come l’Italia e lo stesso euro a più riprese è stato messo sotto scacco.

Si parla apertamente di scissione della moneta unica, si paventa la fuori uscita di stati dall’Unione Europea e nel frattempo dai noi le misure di razionalizzazione degli sprechi (o per meglio dire, di reperimento delle cifre richieste a copertura delle manovre) sono già partite con l’aumento dell’IVA. Ai Cinesi a caccia di un’alternativa al dollaro forse andranno le opere pubbliche, quote del debito.. e magari asset strategici del nostro paese.

Ma se state leggendo queste righe, o ci seguite da tempo o siete arrivati cercando informazioni su quali possibili opzioni possano esserci per un piccolo risparmiatore italiano desideroso solamente di tutelare il frutto dei suoi sacrifici.

Noi di PiccoloRisparmio promuoviamo da tempo l’apertura di posizioni estere che in passato permettevano principalmente di diversificare i propri risparmi a fronte persino di interessi inferiori rispetto a quanto offerto in Italia. Nella pagina dei Conti Esteri  è possibile approfondire molte offerte aperte anche a cittadini italiani, da rileggere magari alla luce degli attuali rating dei paesi. E’ ovvio che per chi è disposto a trasferire i propri risparmi all’estero (e ricordiamo che va fatto tutto alla luce del sole, tramite bonifico), aumenteranno un poco le incombenze in fase di dichiarazione dei redditi, ma già sul nostro sito è possibile trovare diverse guide su come compilare il famoso quadro RW.

Tuttavia è chiaro che in tempo di crisi, gli accordi trans-nazionali sono all’ordine del giorno, come puntualmente ci aggiorna Barbamamma. E persino la Svizzera, continuamente sotto i riflettori da parte dell’OCSE e degli uffici tributari americani ed europei, non rappresenta più quel lido “offshore” che poteva essere un rifugio sufficientemente sicuro 20-30 anni fa.

Facciamo un esempio: nel caso di un conto di deposito detenuto in un altro stato membro (pensiamo a un conto in Austria per semplicità, o il deposito lussemburghese Advanzia, dove sulla carta vige ancora il segreto bancario), non ci sarebbe alcuna differenza per eventuale patrimoniale applicata su un residente italiano. Sarebbe comunque assoggettato alla tassazione come se il conto fosse presente proprio in Italia, il giorno stesso dell’attuazione del procedimento. Nel caso il conto fosse in Svizzera, nonostante lo status derivante dalla non appartenenza alla UE, nulla vieta di credere che alla luce dei recenti e prossimi trattati, la banca centrale elvetica potrebbe accordare lo stesso prelievo anche in fondi svizzeri detenuti da residenti UE. Anzi, è certo. Aprire un conto corrente o un conto di deposito in Svizzera è un’operazione più che lecita, così come lo è aprirlo in qualunque altro stato del mondo. Ma indubbiamente pensare di sfuggire a misure fiscali svantaggiose con la sola apertura nel vicino Ticino (a Chiasso o Lugano ad esempio) è una pia illusione. Forse converrebbe maggiormente aprire un conto in Germania e sperare che in caso di scissione venga tutelato il capitale per la residenza legale della banca, piuttosto che quella fiscale del risparmiatore. In tal senso penso che ottime opzioni sono anche gli investimenti in bund tedeschi o austriaci da attivare dialogando direttamente con i relativi ministeri, come ampiamente illustrato.

Altri sistemi per proteggere i propri risparmi possono essere i cosiddetti beni rifugio, termini ampiamente ricercati quando si inizia a parlare apertamente di default; per citare i più famosi: sicuramente i preziosi, sicuramente il franco, forse altre valute europee diverse dall’euro. Ma convertendo la moneta euro in qualcos’altro ci si espone sia a costi certi che a tassi variabili di cambio. Pensiamo all’oro e ai diamanti: il fixing è legato al dollaro, che sicuramente non ha vita facile con il bilancio in default tecnico degli Stati Uniti. Inoltre questo tipo di investimenti va visto in ottica di lungo periodo (converto la moneta in un bene rifugio da utilizzare tra 5-10 anni sperando che nel frattempo la situazione si sia normalizzata e che riesca anche a spuntare una plus-valenza in grado di abbattere sia l’inflazione che i costi iniziali, quelli di mantenimento e quelli di ricollocamento). E’ chiaramente una scommessa, ma per chi è interessato abbiamo trattato ampiamente gli argomenti (vedi per l’oro e vedi per i diamanti). Acquistare franchi può essere una soluzione nel breve periodo, anche se il continuo apprezzamento potrebbe rendere antieconomico farlo (a prescindere quindi se poi si detengano in Italia o all’estero). Non dimentichiamo poi i buoni consigli di chi suggerisce di investire in terreni.

La domanda di questi giorni, guardando alla nostra economia, non è più se l’Italia possa fallire, ma cosa comporterebbe una tale conseguenza sull’euro. E’ vero che la BCE non potrebbe sostenere questo fardello, è vero anche che nessuno dei grandi d’Europa potrebbe sopportarne le conseguenze. Formalmente non possiamo fallire, ma certamente andiamo incontro a nuove “razionalizzazioni”, magari anche commissariamenti della BCE e penso che i nostri amati conti di deposito non saranno intoccabili in futuro.

Con questi pensieri sorrido quando viene messo in dubbio il rating di istituti più o meno giovani, come Banca IFIS, AS PrivatBank o l’ultima arrivata Banca Sistema. Penso che prima che possano fallire, sarà lo Stato a voler prendere una fetta dei nostri risparmi “depositati”. Nel frattempo quindi perché non approfittare di tassi più elevati rispetto alla media?

Ipotizzo che in questo momento per noi piccoli risparmiatori ci sia poco da fare, al limite si può rallentare l’esproprio dei capitali portandoli all’estero, perché di fatto tra costo della vita e nuove tasse, si sta già erodendo il risparmio in modo indiretto. Per chi ha più mezzi (e come giustamente osservava qualcuno, più che piccolo è un medio risparmiatore) sono ovviamente disponibili altri scenari legati alla possibilità di esplorare gli ultimi baluardi offshore. Che non vanno intesi esclusivamente come località caraibiche, ma come costruzioni finanziarie in grado di assicurare anonimato e tutela dei propri asset (la recente cronaca poi è piena di informazioni a riguardo). Con tali costruzioni è persino possibile tutelare le proprietà come auto e case.

Personalmente sono convinto che i consistenti lavori in corso genereranno altrettanto consistenti costruzioni.

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20 Settembre 2011   |   Opinioni

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177 commenti su “Crisi e default, quali opzioni per noi?

  1. Barbamamma ha detto:

    mi permetto un commento “criticamente costruttivo” per questo post borderline in certi passaggi..
    anzitutto il messaggio è che i soldi si devono trasferire in chiaro altrimente rientrate nella categoria degli evasori penalmente perseguibili; quanto ad associare tutte le banche in unico calderone io farei dei distinguo: cosa succederebbe ad esempio a Banca Sistema in caso di default pilotato o allungamento del debito italiano? in che modo finanziariamente tale banca si difende da simile possibilità? Immagino infatti che sappiate che banca sistema acquisisce i crediti di imprese, vantati presso lo Stato..  http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/29/Crediti_Stato_nasce_Banca_Sistema_co_9_110629037.shtml
    I conti deposito sono esattamente come un titolo bond: a tassi maggiori corrispondono rischi maggiori. Se poi si vuole aderire in quanto si pensa che tanto interverrà lo Stato, è scelta singola su base di valutazioni di un certo tipo (le banche con milioni di conti si aiuteranno forse, altre appena nate o molto piccole chissà)
    infine attenzione a non sopravvalutare il franco come ben detto, perchè la svizzera non ha interesse ad un franco troppo forte, quindi come ha già fatto in passato a picchi esagerati interverrà con banca svizzera centrale per riequilibrare un pò ed evitare un euro troppo debole col cambio chf.

  2. il mio post è volutamente provocatorio, ma il richiamo alla regolarità dei trasferimenti deve essere evidente. sottolineo meglio il passaggio.

    grazie per le integrazioni tue e per quelle che spero arriveranno.

  3. Gianni ha detto:

    come sempre interventi pertinenti e interessanti per noi risparmiatori. io da parte mia mantengo la mia scelta sul conto deposito

  4. Freekess ha detto:

    Argomento interessante ma vedo che nessuno parla mai della sterlina. La Gran Bretagna può essere un porto interessante dal momento che a Londra si gestiscono le sorti finanziarie dell’Europa sotto il profilo operativo, siamo all’esterno dell’euro ed il paese è sicuramente governato da persone giovani e dinamiche. La crisi economica senza dubbio c’è anche lì ma le prospettive potrebbero essere diverse. A mio modo di vedere meglio la Gran Bretagna rispetto alla piccola Svizzera che  sarebbe costretta a svalutare nuovamente la propria moneta in caso di eccessivo incremento dei depositi per mantenere le sue esportazioni: neanche loro vivono più di sola finanza.
    In ogni caso se è vero che i deposti esteri sarebbero tassati in caso di una patrimoniale l’obiettivo è “proteggere” il capitale da un eventuale default, svalutazione e quant’altro.   Quindi meglio sterline in portafoglio oppure un conto in euro in Germania?

  5. veramente ho scritto anche di valutare “altre valute europee diverse dall’euro”.
    oltre la sterlina direi di considerare anche le valute nordiche.

  6. Barbamma ha detto:

    bravo per il chiarimento Massimiliano! intanto oggi cds Italy a 500. Spagna a 410. Avevano ragioni certi parlottolieri in tv, noi non siamo la Spagna.. l’abbiamo superata, in senso negativo però. Okkio prchè bloomberg tv oggi ha fatto tutto un servizio sull’Italia che lascia le porte aperte ad un nuovo attacco derivati, mentre Lagarde ha avvisato puntato su due argomenti: patrimonializzazione bancaria europea (chissà come sono messe male col leverage!) e suggerimento di abbassare i tassi bce. Ripeto: abbassamento tassi Bce. Questo vale come un titolo da prima pagina ma si riserverà il solito trafiletto da niente. Se così fosse la Bce intraprenderebbe una politica monetaria simile alla Fed, tassi in diminuzione e stampare moneta … inflazione avanti!! attenzione in caso di questa manovra di cambio di direzione, attenzione perchè la vs liquidità potrebbe valere mooltooo meno. Risparmiatore avvisato..

  7. Freekess ha detto:

    Sì Massimiliano ma il problema è trovare  trovare prodotti adeguati. Relativamente alla sterlina ricordo il tuo post su Barclays unica via esplorata. Nessuno ci sì è buttato a capofitto come avvenne per i conti francesi, svizzeri, belgi e, se vuoi, anche lussemburghesi.
    Riguardo alle banche nordiche pensando a Norvegia e Danimarca dovremmo esplorare da zero. Stimoli nuovi per una crisi che evolve purchè si mantenga la convinzione che ne vale la pena!!! 

  8. Scardovi S ha detto:

    Ma siamo matti ? Stiamo parlando della bancarotta imminente e per alcuni inevitabile dello stato italiano e viene istituita Banca Sistema, la banca che smobilizza i crediti che le imprese vantano dallo stato ! E magari ha come creditore solo lo stato !  Mi sembra il massimo del rischio

  9. un buon compromesso potrebbe essere un conto in PostFinance in valuta estera (GBP, NOK, DKK… quello che vuoi).

    poi certo, se riusciamo a trovare conti di deposito nuovi saremo i primi a recensirli!

  10. Barbamma ha detto:

    scardovis , non credo nella bancarotta imminente, sottolineavo come però una simile banca, nel caso di ondate speculative e downgrade del debito italiano possa scontare parecchio, essendo il suo business molto legato al debito statale italiano e quindi soggetta a fluttuazioni del suo patrimonio azionistico molto più che altre banche

  11. herman ha detto:

    Sicuramente differenziare in valute è un fatto da tener presente! Occorre considerare che, purtroppo, gli strumenti più semplici per detenere valuta estera (es.: SetPlus di PostFinance o, in Italia, Fineco Multicurrency) danno  remunerazioni sul capitale prossime allo 0% (nel caso di PostFinance i conti in valuta diversa da € e CHF non vengono remunerati affatto.).

  12. Deejay ha detto:

    Nel mio caso ho ritenuto opportuno tenere PF solo come liquidità (prelievi, carte) e differenziare in qualche bond in valuta estera AAA tramite swissquote. non è a buon mercato, ma è parte di un portafoglio chiamiamolo “difensivo”.

  13. Anto ha detto:

    Bisognerebbe informarsi sull’acquisto di obbligazioni delle principali società dominicane attraverso la Borsa Valori di Santo Domingo (BVSD) che possono arrivare ad offrire interessi annui esentasse del 18%.

  14. su quel “esentasse” mi piacerebbe indagare, comunque mi sembra che stai parlando di un investimento più che di un rifugio.

  15. Carlo ha detto:

    Salve a tutti, sono Carlo da Modena. Volevo farvi i complimenti per il bel sito che segue sempre più spesso in quanto vedo commenti competenti e saggi.
    La domanda che vi ponevo, da ingenuo neofita, è se non dia qualche sicurezza in più depositare su Ing Direct. Ha la casa madre in Olanda e ho letto in questi giorni che ha ridotto la sua esposizione verso l’Italia vendendo parte dei titoli italiani che deteneva.
    Cosa ne pensate?
    Grazie a tutti voi.

  16. sidelait ha detto:

    Qualcuno è in grado di segnalarmi una banca che permette l’apertura di un conto in real brasiliani? Il real non c’è tra le valute di postfinance.
    Una seconda e ultima domanda: alla data di oggi il limite di contante esportabile all’estero è sempre di 9999 euro o è stato abbassato?
    Grazie

  17. puoi aprire il SetPlus in valuta estera ( http://www.postfinance.ch/it/priv/prod/setoffer/plus/offer.html ), non mi sembra che limitino la scelta. mi sbaglio?

    e non c’è limite neanche all’esportazione di contante, basta dichiararlo alla dogana ( vedi http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/f774e600442315edbaa5bb4e7aaa0be0/modello+di+dichiarazione.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=f774e600442315edbaa5bb4e7aaa0be0 ).
    il limite di 10mila euro riguarda l’esenzione alla dichiarazione.

  18. Marzchel ha detto:

    Buongiorno a tutti, volevo sapere se, indipendentemente da misure fiscali che si potrebbero applicare ad un conto svizzero nel Canton Ticino (come detto nel post principale), l’apertura di un conto su Post Finance  salvaguarderebbe da un eventuale blocco di un conto corrente (e quindi dei risparmi di una vita) su banca italiana dovuto al default dello stato.
    Ho proprio timore di questo !! Grazie

  19. nessuno ha la sfera di cristallo, tuttavia è chiaro che se ti lasci una via di fuga all’occorrenza potresti sfruttarla.

  20. la solidità della banca è importante, tuttavia in caso di default il rischio è che vengano nazionalizzati tutti i conti esteri di cittadini italiani. dato che ING opera per l’appunto in UE, non ci sarebbe alcuna tutela ulteriore rispetto ad avere i propri risparmi in Italia.

  21. Freekess ha detto:

    Questa è un’ipotesi del tutto nuova. Ma su cosa si fonda?

  22. Default Islanda ( vedi http://piccolorisparmio.eu/index.php/kaupthing-edge-commissariata-in-tutta-europa.html ). In quel caso neanche le filiali in Svizzera si sono salvate.

  23. DAVE ha detto:

    UNA DOMANDA SU CONTI SVIZZERI…..SE UNO APRE UN CONTO IN SVIZZERA E’ POSSIBILE RECUPERARE L’EURO RITENUTA TRAMITE LA BANCA E POI PAGARE LE TASSE IN ITALIA TRAMITE MODELLO UNICO??

  24. è improprio parlare di euritenuta, tassa che per l’appunto vale in Europa e non in Svizzera. in Svizzera applicano la ritenuta preventiva (federale) ed è possibile al momento recuperarla come credito d’imposta o mediante richiesta diretta all’autorità elvetica (come indicato nella guida http://piccolorisparmio.eu/index.php/investimenti-allestero-mini-guida.html ), procedura che però temo nessuno dei lettori abbia ancora praticato.

    potrebbe esserci poi una terza via, legata alla recente circolare n. 45 dell’Agenzia delle Entrate ( vedi http://piccolorisparmio.eu/index.php/modulo-rw-guida-rapida-alla-compilazione.html ), relativa all’accredito diretto degli interessi su c/c italiano: questo permetterebbe in un colpo solo di evitare la dichiarazione (quadro RW) e forse la doppia tassazione.

  25. Carlo ha detto:

    Grazie. Ho letto il link, però, se mi è permesso, il caso non mi sembra calzante. La banca (solida) aveva la casa madre in Islanda e l’Islanda è fallita. Da lì la nazionalizzazione della banca e le ripercussioni sui conti (anche esteri). Quindi per nazionalizzare Ing Direct e bloccare i suoi conti esteri (cioè anche Italia) dovrebbe fallire l’Olanda (che mi sembra francamante poco probabile, almeno nel breve periodo).
    Ho capito male?
    In altri termini: se io deposito su un conto di Ing Direct in Italia e l’Italia fallisce, posso ragionevolmente auspicarmi che le difficoltà derivanti per la banca vengano affrontate anche dalla casa madre olandese garantendo quindi la solvibilità dei nostri conti in Italia.
    O no?

  26. Massimiliano ha detto:

    Leggo con interesse le varie preziose indicazioni fornite per tutelare i propri risparmi. Spiego la mia situazione per avere qualche consiglio da parte sua. Da anni accantono buona parte del mio stipendio per acquistare una prima casa, data la situazione temo quale sorte possa avere la mia liquidità depositata in banca. Sto valutando se rilevare una quota di abitazione da un familiare oppure se esistono alternative preferibili. Cosa mi consiglia?Grazie, A.

  27. herman ha detto:

    Al riguardo proprio qualche giorno fa, sono capitato sul sito http://www.agdl.lu/ (il Fondo di Garanzia per i depositi in Lussemburgo) ed in home page sono state pubblicate le sezioni riguardanti le tre banche islandesi fallite (Kaupthing, Landsbanki e Glitnir) che, in quanto operanti (…anche!) in Lussemburgo, erano poste sotto la tutela del Fondo Lussemburghese che ora si è evidentemente attivato a tutela della clientela per le filiali lussemburghesi di queste tre banche.

  28. Per ING Direct è come dici tu, dovrebbe fallire l’Olanda per commissariarla.

    Tuttavia data la reciprocità fiscale dei conti tra gli stati UE, nulla vieta di credere che in caso di default Italia, i conti esteri di cittadini italiani siano commissariati in tutta la UE (non che sia chiusa una banca olandese). Caso simile potrebbe accadere in caso di patrimoniale, con cittadini italiani costretti ad autotassare i propri conti esteri.

    Gradirei molto volentieri essere smentito su questi punti, ma in Grecia i capitali sono fuggiti verso Lussemburgo e Cipro ( http://piccolorisparmio.eu/index.php/crisi-della-grecia-e-fuga-di-capitali.html ), non verso l’Olanda!

  29. Sabbracadabra8276 ha detto:

    Chiedo scusa a tutti, premetto che la mia ignoranza in materia finanziaria è assoluta. Tuttavia riesco a cogliere la gravità della situazione. Se non ho capito male, in caso di default italiano esiste il serio rischio che i conti correnti dei cittadini vengano bloccati. Questo è un fatto certo? Il risparimiatore perde tutto o solo una parte del suo denaro? Qual è la portata della cosa? Inoltre i miei genitori hanno lavorato una vita ed hanno accantonato un piccolo gruzzolo. Purtroppo, però, in famiglia non abbiamo alcuna competenza in materia finanziaria. Ci si è sempre limitati a conti correnti e titoli di stato, oppure al deposito postale. Il massimo della semplicità, e tuttavia sufficiente ai nostri piccoli risparmi. A chi potremmo rivolgerci per una consulenza onesta e competente? Esiste un’associazione o una organizzazione finalizzata a questo? Grazie e perdonate la (estrema) banalità delle mie domande.

  30. non penso che si possa parlare di esproprio, però è chiaro che in caso di default, ossia di insolvenza dello Stato nei confronti del suo debito, si possa attingere “in percentuale” dalle forme liquide più disponibili, quindi conti di deposito e conti correnti degli italiani. penso che nessuno possa stare tranquillo, in tal senso, anche chi apre posizione all’estero.. ma immagino che quanto meno, chi lo fa abbia un minimo di tempo in più per eventualmente spostare i capitali.

  31. mah.. capisco il tuo problema, ma si parla anche di patrimoniale sulle case!

    non so se il momento è buono per acquistare dove ti interessa, ma immagino da quanto dici che non sei prossimo all’acquisto e quindi la quota di un familiare potrebbe essere una buona soluzione per trasformare la tua liquidità.

    non so di che cifra si parla, ma valuta un conto di deposito o conto corrente estero e in attesa di una situazione nazionale più stabile, tuteli i tuoi risparmi.

  32. Sabbracadabra8276 ha detto:

    Rilancio la mia ultima domanda: a chi potremmo rivolgerci per una consulenza onesta e competente? Esiste un’associazione o una organizzazione finalizzata a questo? Basta rivolgersi al proprio banchiere? Ma chiaramente lui fa l’interesse della propria banca… Non saprei davvero a chi rivolgermi.

  33. ti sei risposto da solo, le banche fanno i LORO interessi. penso che gli unici che possono dare una mano sono i consulenti fiscali.

  34. Freekess ha detto:

    I dubbi di Massimiliano mi sembrano fondati ed in effetti sino ad ora nessuno lo smentisce. E’ evidente, a mio modesto parere, che per evitare problemi riferiti ad accordi di reciprocità tra gli stati UE bisognerebbe avere rapporti con stati non UE che garantiscano allo stesso tempo trasparenza e sicurezza. Già qualche giorno fa ponevo il problema di trovare un porto sicuro o quantomeno atto a garantire che non sia del tutto vana ogni attività svolta per proteggere i propri sudati risparmi. Barbamamma mi rispose che l’unico porto sicuro sono i beni reali e quindi, ad esempio, se si ha un mutuo e contemporaneamente dei conti deposito, con i quali ai tassi attuali si riesce ad operare con un arbitraggio positivo, converrebbe  estinguere il mutuo evitando automaticamente il rischio d’insolvenza dello stato, della banca, del sottostante eventuale all’investimento; inoltre che in caso di uscita dall’euro non ci si troverebbe a pagare un mutuo denominato in euro con una nuova lira svalutata del 60%. Questo avvenne in Argentina ed è sicuramente un rischio da evitare. Se, invece, non si hanno debiti e si deve proteggere l’attivo bisognerebbe aprire un conto corrente in area non UE e da lì investire in ciò che piace scegliendo bene paese e banca che, comunque, potrebbero essere interessati da un catastrofico crack dell’euro. Avendo cautela, comunque, di non vedere all’orizzonte un uragano e di trovarsi poi di fronte ad un semplice temporale.

  35. concordo con il tuo ragionamento, ma indubbiamente è questo il momento di agire per chi non lo ha ancora fatto.

  36. Carlo ha detto:

    … per cui se ne deduce, da quello che dici, come sia perfettamente inutile aprire un conto all’estero UE vista la possibilità di commissariamento dei conti italiani in caso di fallimento dell’Italia. Ecco perchè, a questo punto, a parità di rischio (conto in Italia o all’estero entrambi potenzialmente a rischio commissariamento) ne deduco che sia preferibile lasciarli in Italia affidandoci unicamente alla solidità della banca che abbiamo scelto che, nel caso di Ing Direct, avrebbe il non trascurabile vantaggio di avere la casa madre in uno stato solido.
    Ovvio che non mi interessa fare pubblicità a questa banca; lo stesso ragionamento si può estendere a tutte quelle banche, tedesche, danesi, ecc. che sappiamo essere “robuste” e che hanno la sede pricincipale nei relativi stati da AAA e che operano con filiali in Italia.
    Diciamo che il nocciolo della questione è quello del possibile blocco del tuo conto estero su cui dovremmo effettivamente avere maggiori certezze.
    Carlo

  37. riguardo il primo punto, mi sembra che proprio Barbamamma aveva chiarito che un conto italiano di una banca estera solida, non ha alcuna tutela in più rispetto al conto di una banca italiana: in caso di default entrambi sarebbero oggetto di prelievi o altro (svalutazione?).

    nel caso hai un conto estero, in UE, possono intervenire meccanismi di protezione dello Stato in cui ha sede legale la banca, che quanto meno potrebbero rendere l’esproprio più difficoltoso o meno automatico. ma certo, se devi scegliere l’estero per questo motivo, meglio fuori UE.

    aggiungo però che se i soldi presenti in conti esteri, sono anche investiti (ad esempio in titoli di stato), difficilmente potranno essere esatti dallo Stato italiano… al limite potrebbero cercare di mangiare gli interessi che vengono liquidati prima o dopo i vincoli, ma se provano a intaccare il debito altrui non penso che gli saranno resi.

    chiaramente tutto questo è un pour parler .

  38. Freekess ha detto:

    Pertanto un’idea potrebbe essere quella di aprire un conto estero e da lì sottoscrivere non un conto deposito ma dei titoli di stato denominati in euro AAA oppure denominati in dollari o in yen. Analizzando i report di alcuni fondi monetari dell’ultimo trimestre nonchè l’aggiornamento del mese di agosto si può notare che il portafoglio è stato suddiviso in dollari, yen e valute dei paesi emergenti con percentuali diverse a seconda del gestore ma con prevalenza del dollaro per oltre il cinquanta per cento. L’euro rimane con percentuali tra il cinque ed il dieci per cento del portafoglio e su debito sovrano prevalentemente tedesco.  Inoltre alcuni fondi bilanciati che seguo con attenzione sono usciti dalle obbligazioni del cosidetto ClubMed (ex pigs!!!) già prima del 30 giugno u.s. a dimostrazione di come le Sgr scappino dal rischio insolvenza. Certo sono proprio loro che mettono in difficoltà il nostro debito ma anche Deutsche Bank ha venduto tutti i titoli di stato italiani che aveva in portafoglio durante le prime settimane di agosto.
    In alternativa bisogna uscire dall’area dell’euro e, per noi, potrebbe essere facile pensare ad un conto svizzero che consenta poi di fare trading su titoli denominati in valute diverse. Mi chiedo, infine, se la Gran Bretagna possa essere un’alternativa: è fuori dall’area euro ma fa parte della UE ed in estrema ratio potrebbero comunque applicarsi gli accordi di reciprocità.
    Mi sembra molto complicato pensare, invece, di spostarsi in USA o chissà dove anche per le maggiori problematiche che possano derivarne.
    Ovviamente, a quel punto, resta il problema del rischio riferito al tasso di cambio.

  39. acca2o ha detto:

    Non mi è chiaro cosa intendi dicendo che si ha un po’ di tempo in più per spostare i capitali.
    A meno di spostarli in nero (per es. su un altro conto estero), quindi non dichiarandoli al fisco,
    dovunque li sposti ci possono comunque attingere immagino.

  40. non mi riferivo ovviamente a “nero”, ma semmai ad esempio a investirli in obbligazioni o bund. presumo che se vincolo in bund tedeschi, siano meno attaccabili.

  41. acca2o ha detto:

    Giusto. Grazie

  42. acca2o ha detto:

    Leggevo della possibilità, in caso di default Italia, di commissariare i conti esteri di Cittadini italiani.
    Immagino che si parli comunque di conti in paesi UE. Intndo dire, è immaginabile un commissariamento di un conto postfinance? 

  43. la vedo più che remota..

  44. Barbamamma ha detto:

    il sole24 ore mi sa che dice banalità, in sostanza: tenere contante in cassette di sicurezza (ehh??) oppure comprare immobili in top location perchè tanto se gli italiani diventano poveri ci sarà qualche magnate russo che li compra (ehh???). Ma il Sole vi ha mai indicato davvero una strategia vincente? Io in 10 anni di lettura quotidiana (pagata dalla banca ovvio, io non ci avrei speso) insieme al gossip di milanofinanza, alla fine posso solo registrare banalità dette esattamente un minuto dopo che era scoppiato un caso, mai anticipazioni. E ciò che salva i risparmi e i buoni affari sono solo le anticipazioni.

  45. Freekess ha detto:

    Grande verità: leggo anch’io Il Sole dal 1987 grazie alle aziende dove ho lavorato e non posso che convenire con te. 
    Certo che dopo un pò di tempo ti aiuta ad orientarti nel mondo della finanza ma è solo la base di una cultura che poi bisogna costruirsi da sè. Ed oggi le conclusioni sono magre: qualche conto deposito così da garantire diversificazione ed immediata liquidità e qualche azione di aziende sufficientemente innovative e che operino, soprattuto, nel mercato globale. C’è ancora qualche buona azienda italiana da scegliere in questo senso e di certo queste sono più interessanti e solide dei nostri titoli di stato.

  46. Barbamamma ha detto:

    Si, concordo con Freekness, se oggi non investirei un euro in titoli Stato Grecia magari investirei un euro in telecom grecia. Le società valgono (con le dovute differenze e valutazioni) meglio dei titoli di Stato. Uno Stato può fallire, può allungare il suo debito. Una azienda ben posizionata, di buon asset se avrà problemi sarà comprata da aziende estere. Ed infatti, per quello che valgono, i rating della Grecia sono pessimi se paragonati ai rating di alcune società greche. Paradosso? no, se visto in questi termini, e gli investitori vedono eccome in questi termini.

  47. ginseng56 ha detto:

    Per proteggersi da un’eventuale prelievo forzoso, è sufficiente tenere i contanti in una cassetta di sicurezza di una banca italiana?  

  48. non penso proprio..

  49. P Codega ha detto:

    Aprendo un conto corrente online in Deutsche Bank o in ING Direct o in BNP Paribas , posso dormire più tranquillo rispetto ad un conto Intesa SanPaolo? E cosa ne pensate di un prodotto dell’Allianz Ras come fondo integrativo?

  50. P Codega ha detto:

    In aggiunta alla domanda precedente se invece punto su conto online ma di una banca italiana magari puramente commerciale non esposta ai titoli di stato … tra IWBANK(UBI),CHEBANCA (mediobanca), BANCA SELLA , FINECO(unicredit) ,WEBANK(BPM) ,ONLINE di CARIGE o Credito Bergamasco qual’è secondo voi più “sicura” o “solida” ? 

  51. Riccardo Possenti ha detto:

    Una domanda da neofita: se acquisto bund austriaci attraverso una banca italiana in cui verrebbero depositati i titoli, nel malaugurato caso di un default italiano e possibile fallimento della banca, come potrei recuperare i titoli?
    Inoltre, banche estere come barclays saranno meno esposte alla possibilita’ di fallimento in caso default?
    Grazie in anticipo

  52. gli scenari sono diversi, in generale non ottimistici per noi italiani. che succede in caso di default? indubbiamente i conti delle banche italiane saranno i primi a essere commissariati, poco importa se si tratta di banche tradizionali o online.

    in caso di split dell’euro, ovviamente i conti italiani saranno penalizzati visto il trend speculativo cui assistiamo.

    penso che per cercare solidità o sicurezza, non basta guardare il core tier di una banca nostrana. persino Unicredit è oggetta di rifinanziamento come le altre “too big to fail”.

  53. sui titoli, la domanda è ottima e purtroppo non so risponderti: i titoli austriaci sono dematerializzati, per cui in caso di mediazione bancaria devi affidarti a loro. in caso di insolvenza della banca è possibile che tali investimenti vengano congelati, nonostante si tratti di capitali immobilizzati in debito altrui.

    nel dubbio, molto meglio dialogare direttamente con lo stato austriaco non trovi?

    su barclays ti darei ragione, ma se tu aprissi una posizione in UK piuttosto che in Italia.

  54. Ospite ha detto:

    Però anche se fosse commissariato il conto corrente, depositando in banche meno esposte sui titoli di stato si tenta di evitare il rischio di fallimento dell’istiuto. giusto?
    Probabilmente verranno commissariati anche i conti correnti i svizzera regolarmente dichiarati.
    Quindi per crecare di driblare il rischio di dafult della banca è meglio tenere i soldi in una di quelle meno esposte tipo Deutsche o banca sella  ?  o suggerimenti?

    Diciamo che è modo per suddividere il rischio di perdita dei risparmi , ma avere sempre la possibilità di ritirarli.

  55. acca2o ha detto:

    Leggo spesso che molti ipotizzano, in caso di default, il congelamento dei conti (legali) detenuti in Svizzera. Però io non capisco il senso, il quanto il congelamento dei conti (come
    avvenne in Argentina) ha lo scopo di evitare che i cittadini ritirino la propria liquidità
    dalle banche mandandole in fallimento e magari spotando soldi all’ester. 
    Non capisco invece a che  servirebbe congelare un conto in Svizzera, tantomeno capisco 
    come l’Italia dovrebbe fare ad imporre ad una banca estera di congelare un conto e tanto
    meno che eventuale guadagno avrebbe la Svizzera ad acconsentire ad un tale intervento.

  56. in assenza di apposito trattato Italia-Svizzera, la vedo davvero dura per lo Stato di poter controllare alcunché. in caso di default però potrebbe obbligare i cittadini a far rientrare i capitali, già precedentemente segnalati a fini di monitoraggio.

  57. acca2o ha detto:

    Capisco, però io dichiaro solo la giacenza a fine anno: a giugno potrei già averli spesi o
    comunque prelevati, pre cui continuo a vedere la cosa complicata.

  58. Bonvomatt ha detto:

    Secondo voi quali banche,presenti in Italia o Online,  per voi ,sono solide e con MINOR rischio di fallimento in caso di default dell’Italia? Vorrei aprire altre due posizioni per differenziare un pò i conti correnti e i conto depositi.
    Sicuramente poi investirò e porterò anche in Svizzera.

  59. infatti. non a caso molti si sono già diretti a Chiasso e Lugano.

  60. Crovo ha detto:

    Gentile Massimiliano, avrei una domanda.
    In caso di prelievo forzoso (patrimoniale) sui conti correnti stile 1992, anche i nostri amati conti deposito sarebbero colpiti, giusto?Mi chiedo: presumibilmente, sarebbe tassata solo la giacenza libera (liquidità al 100%) oppure anche i vincoli da 1 a 24 mesi (che almeno in teoria, sopra i 12 mesi liquidità non lo sono più…)?

    Cosa ci dobbiamo attendere?

    Grazie

  61. NIKKEY2024 ha detto:

    chiederei gentilmente dei chiarimenti visto il mio stato confusionario :se si togliessero i propri risparmi dalle banche mettendoli sotto la mattonella,in caso di uscita dall’euro dell’Italia, gli euro che si posseggono manterebbero il loro valore? x intenderci dell’euro tedesco, oppure si svaluterebbero al pari valore di un eventuale ritorno alla lira? e comunque che svantaggio porterebbe tenere il contante in casa visto che le banche sono a rischio!

  62. ipotizzo in tal caso la messa al bando degli attuali euro e stampa di nuove banconote nei paesi “euro” per obbligare al cambio delle vecchie.

    ovviamente se ciò non accade puoi anche tenere tutto sotto la mattonella!

  63. tartu ha detto:

    “”””””
    Formalmente non possiamo fallire, ma
    certamente andiamo incontro a nuove “razionalizzazioni”………………………………….
    Per chi ha
    più mezzi (e come giustamente osservava qualcuno, più che piccolo è un medio risparmiatore)
    sono ovviamente disponibili altri scenari legati alla possibilità di
    esplorare gli ultimi baluardi offshore. Che non vanno intesi
    esclusivamente come località caraibiche, ma come costruzioni finanziarie
    in grado di assicurare anonimato e tutela dei propri asset (la recente
    cronaca poi è piena di informazioni a riguardo). Con tali costruzioni è
    persino possibile tutelare le proprietà come auto e case..””””

    A COSA SI ALLUDE NELL’ARTICOLO EVIDENZIATO? AI TRUST?
    NE HAI MAI DISCUSSO?
    Ciao

  64. tartu ha detto:

    si trova in rete la news che si stia predisponendo un stampigliatura indelebile sui biglietti dei cari amici tedeschi, riportata da borghezio (lega nord),per evitare cosi il ristampo di nuovi

  65. trust, ma anche fiduciarie, fondazioni, scatole cinesi e quant’altro a disposizione con le normative vigenti.

    no, non ne ho mai parlato perché mi sembrano quanto meno fuori tema per un piccolo risparmiatore.

  66. cerchiamo di restare sulle cose concrete.

  67. Nuke ha detto:

    Gentile sig. Brasile, quindi, in sintesi, mi sembra di capire che le strade più “semplici” per cercare di tutelare i propri risparmi in caso di default dell’Italia siano:

    1) aprire un conto all’estero (es. Svizzera) e “bonificarli” su tale conto;

    2) aprire un deposito titoli e sottoscrivere titoli di stato di Paesi esteri più “sicuri” rispetto ai nostri (es. Bund tedeschi).

    E’ corretto? Quale delle due vie è “più sicura”?

    Volevo poi chiederle cosa ne pensa, in alternativa, dell’apertura di un conto corrente presso in una filiale italiana della Deutsche Bank (che credo sia a tutti gli effetti una società italiana, ma controllata al 100% dalla banca tedesca). Questa soluzione offre delle “garanzie” di protezione dei risparmi nel caso in cui le cose precipitino? E’ una scelta migliore rispetto a quella di lasciare i propri risparmi in giacenza sui conti correnti postali e bancari italiani?

    La ringrazio in anticipo per la disponibilità e la saluto cordialmente

  68. anche 1+2 (conto titoli in conto estero), senza trascurare eventuali depositi in metallo.

    mentre la via di una banca estera in Italia non la vedo affatto rassicurante: chi ci assicura che non verrebbe commissariata al pari delle altre?

  69. Nuke ha detto:

    e acquistare titoli di stato di un paese estero (bund) da un conto postale italiano è possibile? In caso affermativo, offre maggiori garanzie di tutela dal rischio o è di fatto inutile?

  70. Ms- barbamamma ha detto:

    Massimiliano,  la butto lì.. strategia alternativa.. aprire in Hsbc e in caso di mal parata europea aprire un altro conto in un Paese dove c’è quella banca. chi è correntista hsbc può aprire un conto in altra filiale in altro Paese. Stessa banca, possibilità di aprire conto in Usa o Brasile o Uk o….  Chi vuole si informi. Il conto è gratuito senza servizi come carte ecc, e se si apre in Francia non c’è manco il bollo statale. Può essere un posizionamento alternativo al solito brodo svizzero che come sai a me non ha mai convinto.

  71. arturo ha detto:

    Ciao Massimiliano, ciao Ms-barbamamma, ciao a tutti!
    Io ho proprio un conto con la banca sopra citata e con un’altra, in un paese area UE.
    E’ vero, i costi sono pressoché nulli.
    Avrei una domanda, cui non riesco a trovare risposta esaustiva:
    in caso di default dello Stato italiano, lo stesso Stato potrebbe fare rientrare FORZOSAMENTE le somme detenute LECITAMENTE all’estero e regolarmente DICHIARATE?
    Potrebbe lo Stato APPROPRIARSENE a danno del (piccolo e onesto) risparmiatore e contribuente?
    Ovvero, potrebbe solamente pretendere dallo Stato estere l’applicazione di una eventuale patrimoniale?
    In poche parole, c’è il rischio di perdere quanto messo cautelativamente da parte fuori?
    Fa differenza se lo Stato estero è in area UE o offshore?
    Grazie

  72. ginavita ha detto:

    ho contattato l’unica sede italiana di Saxobank, Milano. Mi hanno assicurato che in caso di default la banca verrebbe riconosciuto il suo essere, di fatto, in Danimarca e i miei soldi verrebbero convertiti in corone danesi. Ma non so se funzionerà come “cassaforte” anche perchè vedo che sono orientati al trading e sul loro sito nessuna notizia riguardo a possibili conti deposito, nemmeno ad interesse zero. Che ne pensate?

  73. Ms- barbamamma ha detto:

    non mi risulta che uno Stato possa far rientrare forzosamente i soldi presso una banca estera, anche se dichiarati quindi conosciuti al fisco.
    Uno Stato può però metterci una patrimoniale come fatto dal governo Monti, cioè sui soldi detenuti all’estero e dichiarati sul quadro rw può far pagare nella dichiarazione dei redditi una aliquota. Bada che l’Italia applica la “patrimoniale” sulla dichiarazione dei redditi , non può dire alla banca X o allo Stato Y di applicare una patrimoniale (quanto alla tassazione ad esempio Uk -svizzera si tratta di un provvedimento per i conti criptati,per i soldi non dichiarati )
    Il rischio di perdere quanto hai “fuori” dipende dalla banca , se fallisce, dipende dalla valuta (se hai un conto in valuta e vivi in talia e la banca centrale di quello Stato svaluta la sua moneta contro euro e tu hai acquistato a cambio sfavorevole allora puoi certamente perdere dei soldi), dipende da varie situazioni che vanno tutte monitorate.
    Quanto alla differenza fra Stato estero o Ue.. dipende se uno Stato esce eventualmente dall’euro, dipende da una eventuale crisi bancaria di quello Stato, insomma le variabili sono moltissime. Sugli offshore non mi fido assolutamente ho già spiegato perchè, prova a vedere i dati della banca offshore, la regolamentazione di quel mercato, le garanzie in caso di default bancario..capirai che non è una passeggiata, magari lo fanno le big società che comunque non è detto che lascino li i miliardi ma sono sempre o quasi giri finanziari di fiduciarie.. gli offshore servono alle big società per il dumping fiscale più per cercare una banca sicura dove mettere i soldi. Quindi okkio a non confondere le esigenze..
    Quello che può essere utile, post di prima, è tenersi una porta aperta nel caso di u n piano B, che poi il piano B sia convertire in valuta, cambiare banca, cambiare Stato, quello si vedrà col tempo e con l’evolversi della situazione europea e mondiale. Ma avere una porta aperta permette di farele mosse in breve tempo, aprire un conto all’ultimo all’estero potrebbe richiedere del tempo, parliamo di giorni , ma quando certi eventi accadono due giorni o dieci fanno la differenza.

  74. arturo ha detto:

    Grazie, pienamente esaustivo!
    Ovviamente, quando ne parlavo, mi riferivo ad una patrimoniale applicata dallo Stato italiano, non da uno estero.
    Forse la foga di scrivere ha reso un cattivo servigio!
    Chiarissima la tua disamina finale, sull’opportunità di avere un conto estero e sulla tempistica in caso di … urgenze!
    Io ho scelto un paese (piccolo) in area UE, vi ho aperto due conti correnti, uno con banca locale ed un altro con il colosso cui ti riferivi tu.
    Certamente è pur sempre un paese UE, ha l’euro e, in caso di … urgenza, sempre euro temo rimarrà!

  75. il colosso che citi è in coda da tempo di apposita recensione, per approfondire in particolare il programma Premiére, purtroppo non alla portata di tutti. questo programma aggiunge al vantaggio di una rete mondiale capillare altre opzioni che dubito possano vantare altri istituti (parlandone dal punto di vista del correntista).
    ma certamente apprezzabili in questo momento.

  76. Freekess ha detto:

    Già da tempo dicevo di guardare alle banche base UK perchè offrono questo tipo di possibilità. Il problema è se conviene aprirlo in Francia o comunque in un paese area euro oppure direttamente in UK e magari in sterline. A parte il costo del cambio ci si posiziona in un paese al momento AAA non tanto per la situazione economica ma per il fatto di avere una banca centrale che garantisce fino all’ultimo penny, anche stampando moneta. La storia insegna che il cancelliere dello scacchiere è una figura inossidabile e le crisi finanziarie, intendo quelle speculative, hanno sempre avuto origine sotto il Big Ben che quantomeno le ha cavalcate per fare profitti. Ora da lì parte l’idea di tornare a separare le banche di credito ordinario da quelle d’investimento per ridare salute al sistema bancario e finanziario anche se il progetto verrà attivato tra qualche anno. E Draghi per ora non sembra voler ripensare alla sua riforma che ha contribuito alla forte instabilità di tutto il sitema. Far base a Londra quindi può essere un’ottima soluzione a mio parere e condivido con te che questa soluzione sia senz’altro migliore rispetto a quella svizzera. L’unico problema è il tasso di cambio euro-sterlina che, ovviamente, è difficile da valutare nel medio termine.

  77. ritengo sia più sicuro acquistarli da un conto titoli aperto all’estero.

  78. è sicuramente vero a ora, tuttavia in caso di default molte cose possono cambiare.

  79. vallam ha detto:

    Salve a tutti, come molti di voi sono un piccolo risparmiatore in cerca i lidi sicuri per i suoi risparmi, a esser sincero non credo molto in un default dell euro e dell’italia in se, ma nn si sa mai nella vita, avevo pensato all’apertura di un conto presso una filiale italiana del banco del marocco, conto convertibile in dirham, quindi certo con il rischio del cambio ma in caso di problemi grossi… come si dice di questi giorni abbandono la nave e una parte dei risparmi sono già in valuta per poter essere utilizzati direttamente in marocco.
    Come la vedete, una castroneria o si può razionalizzare??

    Grazie.

  80. che dire.. se dovessi scommettere su valute meno scontate di dollari o franchi svizzeri, punterei su yen, rupie o real.. al Marocco non c’avevo pensato, ma magari l’idea è buona, dato che si tratta comunque di un’economia in crescita

  81. ginavita ha detto:

    ho contattato il sito francese Hsbc: chiedono di presentarsi di persona o di essere presentati da clienti. Oggi, visti i collegamenti disponibili, ho scritto al sito inglese. Ho chiesto un appuntamento per valutare il conto deposito basic o premium (per questo occorrono almeno 50.000 sterline di deposito). Mi è piaciuta l’enorme varietà di offerte, mi restano dubbi riguardo la conversione eventuale in “novelire”se dovessi  aprire il conto in euro in UK anzichè Francia, quindi chiedo: consigli di aprirlo in dollari o altra moneta (che ne so…lire turche)?

  82. Freekess ha detto:

    Hai valutato l’ipotesi sterline? Il conto BASIC richiede il versamento mensile di 500 sterline e per il resto non ha costi. Potrebbe essere utilizzato come un piano di accumulo investendo poi la liquidità nei conti di risparmio collegati anche se i tassi sono piuttosto bassi. Ma Uk oggi e’ considerato un paese rifugio e noi stiamo cercando la sicurezza che la banca centrale inglese garantisce. Certo c’e da considerare il rischio cambio ma ….
    Hai chiesto se si puo’ aprire direttamente a distanza?

  83. il problema non è tanto l’apertura a distanza quanto l’essere residenti: il conto standard richiede la consegna della domanda in filiale anche pre-compilando i documenti ricevuti via posta ( http://www.hsbc.co.uk/1/2/current-accounts/basic-bank-account/open-bank-account ) e immagino sia la stessa cosa richiedendo l’apertura a mezzo telefonico; ma provando a riempire la richiesta per chiedere il pacchetto non c’è modo di specificare uno stato mentre viene richiesta l’indicazione della contea. mi sembra quindi sia riservato a soli residenti.

  84. MS-barbamamma ha detto:

    informati se riesci a fare tutto a distanza,essendo residente italiana, se poil’unico problema è essere presentati da un cliente lo risolviamo.

  85. Freekess ha detto:

    Ieri ci ho dato un’occhiata anch’io e convengo con te sul fatto che il conto Basic sia solo per residenti. Temo che lo stesso valga anche per gli altri conti salvo che per il conto Passport che è destinato a chi deve ancora trasferirsi in UK e pensa di farlo entro tre mesi. Peraltro i costi di quest’ultimo conto sono piuttosto elevati. Quindi rimane l’opzione Barcalys che comunque è già stata esplorata ed anche quella di Lloyd TSB che nessuno ha sin ora mai indicato ma che sembra interessante, salvo valutare l’affidabilità dell’istituto che mi risulta essere partecipato dallo stato al 40% in seguito ad un salvataggio http://www.lloydstsb-offshore.com/international-current-accounts/

  86. ginavita ha detto:

    Questa è stata la loro risposta:”Nous vous informons qu’aujourd’hui HSBC France ne propose pas l’ouverture de comptes en ligne.Pour devenir client, vous devez soit nous rencontrer dans l’une de nos 380 agences en France, soit être recommandé par le réseau HSBC de votre pays de résidence si vous êtes client HSBC. Dans ce dernier cas, nous vous invitons à prendre contact avec votre agence locale.” …Mi pare che non ci siano margini per poter agire a distanza.

  87. MS-barbamamma ha detto:

    caspiterina.. quindi o apri in presenza oppure apri a distanza solo se sei già cliente Hsbc e sei raccomandata dalla tua filiale attuale(quello che dicevo sui conti apribili in varie parti del mondo a distanza una volta che eri cliente).
    Fanno selezione come ai vecchi tempi.
    Mumble mumble.. aspettiamo un pò e poi vediamo..

  88. Freekess ha detto:

    …già, però sempre che a Malta ti facciano aprire anche a distanza….così si lege cercando in giro per la rete….

  89. stavo dando un’occhiata proprio a lloyd e penso di scrivere a bene una recensione comparativa tra tre proposte differenti che ho trovato (lloyd è una di queste).

  90. mi risulta che devi autenticarti in filiale per  una posizione in HSBC Malta.

  91. Freekess ha detto:

    Massimiliano questo è il link che sono riuscito a trovare nell’apertura del Online Banking Account. Nella parte in basso si specifica una nota per i non residenti. Sembra una procedura per l’apertura a distanza ma bisognerebbe approfondire. Se ci si riuscisse una volta attivato si può aprire ovunque abbiano filiali nel mondo tramite il loro diretto aiuto come segnalava Barbamamma. 
    http://www.hsbc.com.mt/1/2/PERSONAL/accounts/online-banking-account/hoba-apply

  92. sì, è possibile che tramite l’invio da remoto della lettera di credenziali della tua banca sblocchino la procedura di autenticazione. il nostro amico Arturo si è recato fisicamente nella tal filiale anticipando comunque la lettera via fax se non ricordo male.

    appena ho tempo recupero la corrispondenza in proposito.

  93. Ms- barbamamma ha detto:

    per ora ti posso dire che c’è una procedura ufficiale ed una..ufficiosa.. ginavita segnalava che la banca dichiara di non aprire a distanza ma solo in presenza..  sapendola così non avrei scritto.. comunque ripeto lasciamo le cose così, e fra un pò provo a tastare il terreno ..sul lato ufficioso..

  94. Ms- barbamamma ha detto:

    hsbc invia per il cc premier una carta (tipo carta di credito) con indicato l’identificativo recognition card, alcuni giorni dopo invia la password per entrare nel conto.La carta è utile sia nel Paese in cui si è aperto il conto sia all’estero per i servizi offerti. Puoi avere anche più conti in vari Paesi e gestirli da un solo schermo online.
    Il plus del premier è la consulenza di un esperto patrimoniale e fiscale seconda la situazione personale (in Italia non è fondamentale ma in alcuni Paesi esteri è importante avere un buon fiscalista esperto in patrimoni, anche piccoli perchè ci sono a volte come in Francia tante opportunità di piccoli investimenti ma con statuti diversi e quindi a seconda della propria situazione fiscale ottimizzare il tutto è utilissimo). Peril resto ci sono molti servizi, molti dei quali non credo interessino ad un residente italiano che apre solo per diversificare e che poi utilizza una banca locale.
    Ho letto che per il premier serve un deposito (titoli, azioni, fondi, ecc)di almeno 75k euro per nucleo (ad esempio un conto cointestato), anche questo lo rende non appetibile da piccoli risparmiatori italiani che semmai aprono un conto all’estero per depositare quantità di denaro più piccole o solo per tenere aperto un conto “ne caso in cui..”.
    Per il resto penso ci sia la possibilità di avere anche un conto gratuito per coloro che acquistano , parlando della Francia, delle azioni in nominativo puro con appunto società che hanno le proprie azioni gestite da questa banca. Andiamo però in questo caso su investimenti più raffinati, anche se sono per tutte le tasche, ma fiscalmente non so come sono trattati in Italia. Non penso che ci siano problemi di apertura a distanza per chi entra da questa finestra, ma il contatto va fatto con chi segue il nominativo puro in hsbc, dato che solitamente è fornito dalla società quotata in borsa che detiene le azioni in hsbc e che fornisce online le informazioni su acquisti in nominativo puro.

  95. nmessana ha detto:

    Default Italia e ritorno alla lira.

    Accantonando per un momento tutte le problematiche relative alla possibilità che lo Stato Italiano possa, in base ad accordi internazionali, colpire (cioè tassare) in qualsiasi modo i conti aperti dai residenti italiani all’estero, in UE o fuori, vorrei un parere riguardo:

    – un conto in euro, in un paese UE che adotta l’euro (ad esempio olanda o lussemburgo), potrebbe essere convertito in lire automaticamente?

    – un conto in euro, in un paese UE che non adotta l’euro (ad esempio la Gran Bretagna), potrebbe essere convertito in lire automaticamente?

    – un conto in euro, in un paese non UE (ad esempio la svizzera), potrebbe essere convertito in lire automaticamente?

    E’ previsto qualcosa in proposito sulle norme contrattuali?
    Qui stiamo parlando solo di decisioni che devono essere assunte dalle banche in base al contratto, oppure anche questo aspetto potrebbe essere piegato ad accordi internazionali (ad esempio l’Italia potrebbe chiedere al Lussemburgo di convertire forzosamente in lire i conti dei residenti in Italia)?

    ———–

    Più complesso forse il discorso di un eventuale dissolvimento del’euro, nel caso ad esempio che sia la Germania ad uscire per prima dalla moneta unica.

    In tal caso cosa potrebbe succedere nelle tre ipotesi sopra elencate?

    E i vari emittenti di obbligazioni in euro (emesse in paesi euro e non euro), come potrebbero comportarsi?

  96. L’Austria conclude un accordo sul modello tedesco per tassare i capitali in nero in Svizzera http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-19/tassare-capitali-italiani-svizzera-102431.shtml?uuid=AbHpwPQF

  97. Vincenzo ha detto:

    Buongiorno, nmessana mi ha letto nel pensiero.
    Aggiungo due domande e spero di ravvivare la discussione considerato che non ho visto risposte (o forse non le ho capite).

    Se avessi in Italia un conto in valuta (ad esempio CHF), in caso di default e ritorno alla lira o ad un EURO 2 lo stato Italiano potrebbe riconvertire in lire o in euro2.

    E se avessi un conto in franchi svizzeri in svizzera?

    Grazie
    Vincenzo

  98. Paul Krugman ci va pesante: prevede fuoriuscita della Grecia dall’euro e immediate limitazioni sul contante per i correntisti in Italia e Spagna che tentano di spostare tutto in Germania già il mese prossimo http://krugman.blogs.nytimes.com/2012/05/13/eurodammerung-2/?smid=tw-NytimesKrugman&seid=auto

  99. MS-barbamamma ha detto:

    possibilissimo, se la Grecia esce dall’euro si abbatte la speculazione sugli altri Piigs specie sulle banche che sarebbero in enorme difficoltà (non per la Grecia ma per la speculazione). penso che la grecia sia in default e debba dichiararlo, non so se uscirà dall’euro, anche se lo danno x scontato. un simile precedente sarebbe l’apripista x altri o per una scissione monetaria.
    io penso che stiano pensando a questo.
    ma krugman non parla del portogallo? x questo sarebbe un colpaccio fra capo e collo.

  100. eurobond come ultima spiaggia?

  101. MS-barbamamma ha detto:

     fare gli eurobond significa fare il federalismo europeo, però mi metto nei panni di un tedesco o di un olandese: perchè dovrei evitare che il mio Stato si finanzi bene e con pochi interessi a fronte di un ibrido che mi costa di più ed è a vantaggio dei più deboli Stati (visto da un tedesco trattasi di Stati cicala)? Certo in nome della solidarietà, ma io intravedo molti nazionalismi nel ring europeo. Gli eurobond da soli non credo che servano , magari nel breve si, ma nel lungo non penso, salvo che non si faccia una federazione politica. Percorso però burocratico che ha tempi lunghi, tempi che non sono quelli finanziari.
    Bella patata bollente.  A Merkollande la soluzione.

  102. Roberto ha detto:

    Caro Sig. Brasile.
    Sono un lettore abituale dei Vs articoli e grazie a Voi ho aperto, legalmente con bonifici, un set in Postfinance. Sono molto soddisfatto al momento, ma come il Sig Nmessana e il Sig Vincenzo vorrei tanto che lei o altre persone che mi leggono provassero a chiarirmi i seguenti dubbi, visto anche che nessuno ha ritenuto di rispondere alle 2 richieste precedenti.
    In caso di conto in postfinance e di uscita dall’euro dell’Italia o di scioglimento dell’euro, i depositi in postinance verrebbero automaticamente riconvertiti subito in lire, o nella nuova debole valuta Italiana in quanto residente in Italia? Se così a cosa serve avere i soldi in svizzera? E secondo Voi farebbe qualche differenza avere i soldi sul conto in euro o in Franchi Svizzeri?

    Potrebbe essere invece il caso, che essendo la Svizzera fuori dall’area euro, la riconversione venga fatta automaticamente in Franchi svizzeri e non in lire nel caso di conto in euro, o lasciato il capitale in franchi in caso i risparmi siano sul conto in franchi? Spero tanto in una vostra cortese risposta. Ho letto tanto in questi giorni sul vostro sito, anche perchè la materia mi appassiona, ma forse per colpa mia non sono riuscito a trovare niente di esaustivo in proposito.
    Grazie mille
    Roberto

  103. mi fa sempre piacere sapere che le informazioni di PiccoloRisparmio sono state utili, grazie per il feedback.

    sui possibili scenari riguardanti l’euro, Barbamamma ha pubblicato diversi articoli legati alle correnti di pensiero che si sono avvicendate negli ultimi due anni ( http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/author/barbamamma ), ma è chiaro che nessuno ha la sfera di cristallo e non si può dire a priori come si comporteranno le banche elvetiche. certo tenderanno a garantire il loro massimo vantaggio, quindi che vantaggio avrebbero a far cambiare la liquidità in casa con una valuta B basandosi sulla residenza di un correntista straniero? e questo dovrebbe essere deciso a livello di banca centrale (SNB).

    la Svizzera è una delle piazze finanziarie più importanti al mondo ed è chiaro che una dipartita dell’euro avrebbe il suo impatto anche in territorio elvetico. tuttavia, come già in passato era stato comunicato già da PostFinance ( http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/postfinance-default-italia.html ), essi diversificano in tutta l’area euro e non è quindi il caso secondo me di preoccuparsi della propria residenza, quanto più della valuta.

    nell’atmosfera di incertezza che regna da mesi, una valida opzione soprattutto per i correntisti come te, è quella di tenere aperto un secondo conto in CHF: in caso di possibili disastri sarebbe questione di pochi secondi girare tutti i propri risparmi dalla posizione in EUR con un giroconto interno e in tal modo puntare sulla valuta elvetica considerata storicamente come uno dei beni rifugio. quindi sì, avere una porta d’emergenza in CHF a mio giudizio è auspicabile.

  104. Roberto ha detto:

    Grazie a lei. Non può nemmeno immaginare quanto ho trovato utile questo sito. Tanto per comiciare, comunque vada a finire, mi ha permesso di essere in pace con la coscienza, sapendo che io ho fatto tutto il possibile per garantire un futuro decoroso alla mia famiglia. Se poi non va…..amen!
    Anche questa risposta è per me abbastanza tranquillizzante. In effetti ho entrambi i conti con un contodeposito in euro dal quale eventualmente spostare il tutto nel conto CHF con un clic, anche questo frutto dei Vs suggerimenti. Avevo letto la risposta di postfinance in effetti, l’ho riletta e adesso come allora la trovo un pò ermetica per così dire.
    Io non capisco molto di economia e finanza, quasi niente e sinceramente nella loro risposta non c’ ho capito un tubo. Se lei potesse tradurmela lei sarei infinitamente grato, ma anche così va benissimo. La ringrazio per aver trovato il tempo per rispondermi.
    Saluti
    Roberto 

  105. PF semplicemente rassicura i suoi correntisti sul fatto che il rischio-BelPaese non tocca minimamente i loro averi in Svizzera.
    e parlando di segreto bancario vuol dare a intendere che il riserbo sugli stessi sarebbe mantenuto, non per sempre, ma il più al lungo possibile (vedi recenti accordi con Germania, Gran Bretagna, Austria… e forse l’Italia).

    al tempo non si discuteva di una dipartita dell’euro, ma se anche fosse essa sarebbe sostituita da un’altra valuta e i depositi in euro sarebbero convertiti in quella valuta.

    in quella sede, la SNB dovrebbe agire di concerto con le altre banche centrali che applicherebbero un unico fixing per evitare maggiori disastri e turbative di mercato di quelli che potrebbe provocare la fine della moneta unica. per analisi più complesse devo per forza passare la palla a chi è più preparato del sottoscritto.

  106. Roberto ha detto:

    Grazie mille.
    Roberto

  107. Antonio Guerra ha detto:

    Già. La Svizzera ha piena consapevolezza del prossimo crash dell’euro e prevede un riversarsi in massa di liquidità dall’estero, che prevedibilmente in buona parte verrà convertita in CHF. Per evitarne le conseguenze negative economico-finanziarie-politiche probabilmente in terra elvetica si prova a ipotizzare possibili contromisure; la notizia degli interessi negativi su c/c CHF, a mio avviso, non è solo una notizia farlocca messa in giro da qualche speculatore; potrebbe far parte di una prova generale che include un mutato indirizzo che include un doppio filtro: uno (generale) ai capitali in arrivo (solo quelli “puliti”), l’altro di accesso al Franco. In altri termini, la Svizzera potrebbe aver deciso di anticipare autonomamente alcune decisioni che altrimenti si sarebbero rese urgenti e più gravose in una fase successiva più concitata. Misure che, fra l’altro, probabilmente verrebbero quasi imposte alla CH in un futuro molto prossimo da buona parte degli stati europei e USA.
    In questo quadro il probabilissimo accordo IT-CH potrebbe portare novità importanti inerenti il segreto bancario.

  108. MS-barbamamma ha detto:

     infatti, una esagerata corsa al cambio in chf è il terrore per la banca centrale svizzera, hanno i loro equilibri finanziari, un euro troppo debole non è buono per gli svizzeri. Di contro un afflusso di capitali è buono per le loro banche. Io tuttavia , non so perchè , ma non cambio nulla. ancora euro, sto ferma, ma euro depositati in Francia. magari un giorno di chiameranno merkollanchi 🙂

  109. Antonio Guerra ha detto:

    🙂  buona questa, suona pure bene, di contro mi inorridisce l’idea, pure cacofonica, della liracma!! scherzi a parte, mi/ti chiedo su quale divisa puntare al momento… 

  110. MS-barbamamma ha detto:

     non so rispondere, però mi fà temere questo sistema attuale, di crisi peggiore degli anni 30, di depressione forte mascherata da interventi dopanti da parte di fed e bce. Sta tutto in piedi e può tutto crollare in un nano secondo.
    Sono fuggita dai titoli da circa tre anni, ho puntato tutto su una casa indipendente con un pò di terreno giardino. Cerco indipendenza energetica e sono fuori dalla follia delle amministrazioni condominiali. Puntare su una divisa..forse non si è capito che se crolla l’euro crolla l’economia di mezzo mondo per quei famosi equilibri di cambio di cui parlavamo, Il Giappone già ne paga le conseguenze, la svizzera non può permettersi un megasuperfranco (già le pmi non marciano, gli svizzeri comprano fuori confine , Milano, Moulouse, o al confine tedesco; le esportazioni sarebbero poi p enalizzate), c’è il dollaro che però non mi ispira, troppi inghippi e non mi stupirebbe un nuovo sforamento di bilancio statale. Finchè c’è interdipendenza fra due sitemi la crisi di uno implica l’altro.

  111. Antonio Guerra ha detto:

    d’altra parte non si può puntare tutto su metalli e pietre preziose, non sono pochi i problemi pratici. un bel dilemma…

  112. MS-barbamamma ha detto:

     io sono tornata al novecento, all’ottocento. Niente carta, o comunque poca, beni reali. Terra, mattone di valore (ben posizionato). Il resto per me serve per vivere, e se voglio investire punto su istruzione dei figli ed indipendenza energetica. Dormo sonni tranquilli e la guerra siriana mi preoccupa dal punto di vista umano ma non da quello economico. Guerra siriana? a già , non è ancora ufficiale..

  113. MS-barbamamma ha detto:

     fra i beni reali ci metto anche il pianoforte che ho comprato..anni 30 naturalmente, già che l’aria è la stessa 🙂

  114. Roberto ha detto:

    Ma se io compro un bene reale, una casa, anche in buona posizione, la pago 250.000 euro, poi succede quello che succede e la mia stessa casa vale 250.000 baiocchi (nuova moneta), sempre ammesso che non si svaluti ulteriormente, visto che i prezzi stanno già calando da anni e siamo ancora nell’euro…..ho fatto un buon investimento in questo caso?

  115. se ragioni in termini puramente valutari e speculativi, sicuramente no, ma mentre gli altri potrebbero avere tanti bei baiocchi-carta-straccia, tu avresti un mattone-reale che in seguito potrebbe permetterti di maturare plus-valenze o per lo meno conservare un valore reale.

    penso che il nodo centrale delle considerazioni di Barbamamma sia concentrato sui beni reali (indipendenza energetica, casa di proprietà, ..).

    ma non vedo nulla di male nell’investire piccole percentuali di capitale anche in oro fisico, terreni, oggetti d’arte, .. in ottica di diversificazione. persino i diamanti blisterati potrebbero riservare qualche soddisfazione sul lunghissimo periodo, accettando in questo caso un rischio più elevato.

    tutte cose tangibili, lontane da incertezze del debito sovrano, dei destini delle valute, dell’umore degli speculatori professionisti, ..

  116. Roberto ha detto:

    Si. Capisco. In effetti per quanto riguarda la casa il dubbio l’ho avuto anch’io.
    Sono indeciso in particolare, e qui gradirei tanto il Vs parere:
    Io ho da parte qualche risparmi su conto PF, col quale potrei praticamente estinguere il mutuo della mia prima casa, anzichè lasciarlo in balia degli uragani. Magari, in un altro momento, avrei privilegiato un bel conto deposito al 4%, ma è anche vero che in un altro momento col cavolo che me l’avrebbero dato il 4%.
    Secondo Voi conviene ora come ora estinguere il mutuo? O conviene piuttosto tenerli in PF per avere semmai più potere d’acquisto all’indomani di un eventuale ritorno al baiocco?
    Grazie come sempre.
    Roberto

    PS Seguo anche il dibattito riguardo i diamanti certificati: io sono da un mese ad Anversa per lavoro, e il mio barbiere belga mi ha detto che chi vive qui i diamanti li va a comprare ad Amsterdam. Ad Anversa li comprano gli stranieri che vengon qui a sciami in questo periodo. Facendo un giro per il quartiere dei diamanti e vedendo i personaggi, un pò di credito al barbiere tendo a darlo. Poi, come dite sempre Voi…….nessuno ha la sfera.

  117. per il mutuo.. se fallisse la banca e non venisse acquisita il tuo debito forse sparirebbe 😀

    poi.. tasso fisso o variabile? il variabile indicizzato a euribor è così basso che i mutui sono leggeri e lo saranno ancora per un po’.

    però certo tutto può succedere.. e non avere debiti fa dormire più tranquilli.

    per i diamanti… dritta interesantissima. tienici aggiornati anche nell’altro thread allora!

  118. Roberto ha detto:

    Il tasso è fisso. Però penso che se la banca dovesse fallire, i suoi creditori subentranti continuerebbero ugualmente ad esigere da me il pagamento delle rate, che a quel punto forse rimarrebbero in euro, o suo equivalente come importo, mentre in italia gira il baiocco svalutato. E poi chi le paga più le rate? Non credo che chi subentra o la banca stessa se non fallisce si accontenterebbe di avere indietro l’importo erogato svalutato come i baiocchi.
    Bò.
    Per la storia dei diamanti non ci sarà molto da aggiornare, visto che io son qui per lavoro e non intendo comprarne. Magari indagherò con qualche altro autoctono se ne avrò occasione.

  119. MS-barbamamma ha detto:

     se la casa è in una città che conta, in una posizione che conta, ed è un buon prodotto, passata la bufera la tua casa riprenderà valore molto velocemente e molto prima di qualunque altra cosa. Se l’investimento lo vedi a brevissimo allora conviene speculare su gracia e Italia e spagna e sulle borse comprando e vendendo più volte al giorno.
    quanto al caso dell’Italia, è un mercato immobiliare drogato da molti fattori, ma gli immobili in ottima posizione quelli , se perdono, perdono poco e recuperano in fretta.
    Se invece uno vuol fare un investimento fuori dalla prima casa, consiglio, se si può, una città come Parigi, Londra, insomma un monolocalino ma in una città dove comunque si affitterà sempre.

  120. MS-barbamamma ha detto:

    io ho preferito estinguere il debito sulla prima casa, se lo faccio un debito lo faccio su  una seconda casa liquidabile in caso di mal parata senza implicare la mia vita e stabilità familiare, ma sulla mia preferisco dormire tranquilla.
    Quanto al ragionamento puramente finanziario, dovresti invece investire i tuoi soldini al fine di recuperare dagli interessi o dall’investimento (es affitto) una cifra che si avvicini alla rata del mutuo.
    Il ragionamento , se lo si vuol fare bene è però questo: quanto mi costa di interessi e costi vari associati un mutuo? Con i soldi che ora ho e che faccio girare (investimenti vari) quanto ci guadagno?
    Se per esempio vedo dal mio piano mutuo che devo pagare da qui a 10 anni per esempio 50mila euro di interessi più spese banca (non so quelle per l’invio del bollettino, i famosi 2 euro, ecc) mentre con i soldini che ho investiti , immaginando siano gli stessi che ripagano il mutuo, in dieci anni recupero 20 mila euro, beh, se estinguo il mutuo guadagno da oggi già 30mila euro, e non ho patemi d’animo sulle borse o simili.
    Certo non ho più un bel gruzzoletto da parte, cosa che certamente fà stare tranquilli, ma il denaro si svaluta, pensa solo in dieci anni cosa era lo stipendio e il costo di allora..ok, mi direte che con l’euro tutto è aumentato.. ma nessuno si ricorda l’inflazione galoppante e le svalutazioni competitive italiane degli anni 80-90?
    Il denaro è carta, e nemmeno più ancorata all’oro. Ora si cercherà di stampare moneta di fare il QE americano anche in europa. Avanti con l’inflazione..
    Non volgio lasciare soldi, vorrei lasciare una casa, e la possibilità di aver studiato nei migliori posti , qualunque sia la loro filiera scelta, dimodo che abbiano in mano il loro futuro lavorativo (oggi si punta all’eccellenza internazionale) che permetterà loro di mantenersi e comunque una casa da vendere per farci passare la vecchiaia tranquilli senza che pesiamo su di loro. Ad ognuno la sua vita 🙂
     

  121. Samarkanda ha detto:

    Una domanda sulla residenza fiscale: anni fa avevo la residenza in California, ero iscritto all’AIRE e ogni entrata/uscita negli USA veniva registrata dall’Immigration; era così facile provare il criterio di residenza ai fini fiscali (permanenza per 365/2+1 giorni). Avendo raggiunto l’età del pensionamento sto prendendo in considerazione un acquisto immobiliare all’estero con trasferimento della residenza (verso un paese Schengen, oppure in UK) pur mantenendo la casa in Italia. L’AdE potrà “contestare” la mia nuova residenza fiscale? Ed io come potrò provarla? Grazie per le eventuali risposte.

  122. ms barbamamma ha detto:

    NESSUNO conosce la risposta certa,si può solo i potizzare quanto accaduto in passato in alcuni Stati seppur in modo diverso (esempio quando l’Argentina si è staccata dalla parità col dollaro) e quanto studiato e ipotizzato da economisti come Cowen.
    In pratica secondo quest’ultimo vigerebbe la territorialità. Tu immagina che l’euro che tu hai in Italia è euro italiano, quello in germani euro tedesco. in base a questo concetto l’euro depositato in uno Stato, qualora quello Stato uscisse dall’euro, diventerebbe “nuova moneta”. Nel caso in cui quindi un greco abbia euro in germania, quelli sarebbero euro tedeschi, il fatto che li abbia in germani significa valuta locale (che poi per ora è anche la valuta greca). Nel caso di uscita della grecia dall’euro i suoi cittadini con conti in euro ma in altro stato che abbia l’euro avrebbe riconosciuti gli euro di quello Stato senza cambi forzati.
    Nel caso in cui un greco abbia euro in uno Stato che NON ha la valuta euro, ad esempio un conto in euro in GB, non potendo valersi il principio di territorialità varrebbe il principio della cittadinanza: euro greci, che diventano “nuova moneta”. Invece se un greco apre un conto in altra valuta diversa dall’euro, ad esempio apre un conto in dollari, sia che il conto sia in germania o in svezia (cioè sia in territori che hanno l’euro o no) il suo conto rimarrebbe in valuta.
    Ripeto, questa è la teoria della territorialità, quella per ora più accreditata secondo quanto ho trovato da ricerche, ma nessuno può averne la certezza poichè un tale gioco implicherebbe un coinvolgimento tale che gli Stati o meglio le banche centrali potrebbero intervenire in vari modi per cambiare quanto appena illustrato.
    Il mito secondo cui è meglio investire in franchi svizzeri lo escluderei, perchè la snb banca centrale svissera sta correndo ai ripari per evitare un sovrapprezzo del franco contro euro cosa che inginocchierebbe la sua economia sia frontaliera che di export.
    le obbligazioni seguirebbero la loro nazionalità, quindi un bund in euro tedesco sarà moneta tedesca qualunque sia il suo nome, un btp in euro italiano sarà la moneta italiana futura nel caso l’italia non adottasse l’euro.
    Personalmente penso che non ci sarà un cambio immediato, immagino in tale scenario una serie di accordi ponte e di cambi prefissati fissi prima di lasciare fluttuare la nuova moneta nel vuoto della speculazione.

  123. massy-3@libero.it ha detto:

    avrei tre domande da porvi: 1) se si ha un mutuo sulla casa a tasso variabile e ci fosse un non sperato default da parte dell’italia con eventuale ritorno alla lira i tassi salirebbero sino a doppia cifra e quindi sarebbe meglio convertire il proprio mutuo prima che questo scenario si verificasse? 2)gli investimenti in fondi con valuta in euro, nello scenario precedentemente ipotizato,rimarebbero in euro oppure verrebbero convertiti in lire? e se la banca dovesse fallire che ne sarebbe dei fondi? 3)se i risparmi si decidesse di tenerli sotto il materasso si riuscirebbe a salvarli da un cambio forzato e svantagioso nei confronti della lira? vi sarei grato se riusciste a darmi qualche spunto

  124. ms barbamamma ha detto:

    non sono fiscalista, ma in genere per dimostrare che non eludi le tasse ma sei residente fiscale devi dimostrare che per almeno più di 6 mesi l’anno vivi in altro Stato, che li’ hai la sede dei tuoi interessi. Ora, poichè si tratta di pensione non potendo dimostrare che ivi lavori, puoi farlo con altro mezzo ad esempio dimostrando che sei iscritta ad una associazione o corso che frequenti, o i prelevamenti bancari con carta fatti appunto in quello Stato e dai bancomat di quello Stato ecc. Non preoccuparti perchè finchè lo stato è di fatto si fà presto a dimostrare , il problema è quando si fà i furbetti, allora la gdf fà la pulci e quando controlla trova.
    Comunque puoi chiedere alla ade via mail la normativa in merito e in che modo bisogna dimostralo, ci sono molti pensionati italiani che si trasferiscono i costa azzurra per esempio, usufruiscono della migliore organizzazione statale, e pagano le tasse lì. Fatti un giro sul sito italiansonline, penso che ne trovarei qualcuno a cui chiedere

  125. Prima riunione del gruppo italo-svizzero sui temi
    finanziari e fiscali. Nuovo incontro a fine giugno a Berna. Il Presidente Monti incontra il 12 giugno a Roma la Presidente Eveline Widmer-Schlumpf
    http://www.tesoro.it/ufficio-stampa/comunicati/?idc=29691

  126. Enrico ha detto:

    “Nel caso in cui un greco abbia euro in uno Stato che NON ha la valuta
    euro, ad esempio un conto in euro in GB, non potendo valersi il
    principio di territorialità varrebbe il principio della cittadinanza:
    euro greci, che diventano “nuova moneta””
    Puoi spiegarti meglio?? significa che un greco che ha conto in svizzera in valuta euro riceverebbe nuove dracme al posto di franchi svizzeri in virtù del principio della cittadinanza??

  127. ms ha detto:

    si, i conti in lire in svizzera sono stati mutati in euro dal momento in cui è cambiata la moneta. Dal momento in cui cambiasse la moneta euro greca in dracma i banchieri svizzeri dovranno chiedersi in che valuta sono i conti dei greci che hanno aperto in euro presso loro banche, in quanto l’euro sarebbe valuta straniera rispetto alla dracma. Tuttavia è una ipotesi per gli economisti che valutano il principio di territorialità, ma è certamente ambito spinoso. Ma non preoccuparti, nessun greco che abbia spostato i soldi fuori dalla Grecia penso abbia aperto in euro, sarebbe pura follia. Se nell’euro non ci credi più a scanso di equivoci viri su altra valuta, e i greci qualche dubbio credo lo abbiano.

  128. silvestertree ha detto:

    Segnalo questo interessante articolo:
    “Grecia, cosa succederebbe se uscisse davvero dall’euro?”

    http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201206131130424155&chkAgenzie=TMFI&titolo=L%27uscita%20della%20Grecia%20dall%27euro,%20come%20procedere

  129. Accordi fiscali tra Svizzera, Gran Bretagna e Austria operativi; con la Germania quasi operativi (confermato il prelievo alla fonte con mantenimento del segreto bancario).

    http://www.economiesuisse.ch/it/themen/ste/intsteuerfragen/pagine/_detail.aspx?artID=Signal-gegen-automatischen-Informationsaustausch

  130. forchetta tra il 12% (Svizzera) e il 25% (Italia)

    Accordi Svizzera-Italia: dettagli da studiare
    http://www.ticinofinanza.ch/?mode=comunicati&id=5431

  131. abitdk ha detto:

    in questo momento è conveniente tenere aperto il mio conto in Danimarca (in DKK) e anzi versarci qualche risparmio che ho qui in Italia? come funzionerebbe la tassazione sul mio conto estero?
    grazie in anticipo

  132. anche la corona danese può essere una valida alternativa al franco, ovviamenti ti esponi al rischio di cambio.

    per la tassazione si applica l’imposta sostitutiva del 20% sugli interessi e un’imposta fissa di 34 euro annui se il saldo medio è superiore ai 5000 euro. ovviamente fai presente di non essere residente, così da non avere tassazione alla fonte.

  133. Samarkanda ha detto:

    considera che attualmente la DKK è ancorata all’Euro, il rischio cambio è perciò limitato entro un range predeterminato: ufficialmente +/- 2,25% (lo stesso che era in vigore per Lira/ECU), di fatto molto meno. Su http://fx.sauder.ubc.ca/plot.html puoi vedere che finora è rimasto entro +/-1%. Forse ti può interessare anche questo articolo: http://www.lindipendenza.com/danimarca-se-atene-piange-copenaghen-non-ride/

  134. sergio ha detto:

    ho scritto alla banca e mi è stato risposto che per l’oro non è prevista questa operazione perchè bisogna avere la residenza in germania oppure un datore di lavoro tedesco.

  135. esattamente a quale operazione ti riferisci? e quale banca?

  136. sergio ha detto:

    rispondevo per quanto riguarda l’apertura del conto corrente arancio in germania , loro hanno detto che non è possibile aprirlo ai non residenti.

  137. andrea ha detto:

    Ciao, grazie per l’interessante articolo.
    Sempre a protezione da uscita italia dall’euro ed un’eventuale fine settimana caldo!. Può essere sufficiente convertire parte della valuta in USD sulla stessa banca italiana? (multicurency FINECO).
    Se uno avesse la cassetta di sicurezza con valuta Euro e conti cambiati automaticamente in lire?

    grazie

  138. 1 – probabilmente sì: il dollaro tra alti e bassi può sempre essere stampato
    2 – in caso di ritorno alla lira è probabile che ci siano accordi tra le banche centrali allo scopo di limitare il più possibile la libertà di manovra di risparmiatori e speculatori; e secondo me è probabile che vinca il principio di territorialità (quindi se la cassetta è intestata a un italiano, convertono in lire)

  139. Sagipto ha detto:

    Convertire moneta euro in altra valuta presso un istituto italiano è meglio che non fare nulla. Il fatto è che se implode l’euro probabilmente le banche italiane ne avranno un contraccolpo gravissimo, in certi casi fatale e lo Stato ovviamente non sarà in grado di garantire alcunchè. Aggiungiamo che i conti correnti privati italiani sono ormai monitorati in automatico dall’Amminstrazione finanziaria e rapprentano uno spunto per l’individuazione di movimenti e spese dalla reale o presunta incongruità, la fantasia di certi funzionari ben incentivati non avrà difficoltà a trovare ogni sorta di scusa (vedasi Fedro in “lupus ed agnus”). In altri termini, e oltre alla sempre attuale ipotesi di prelievi forzati di massa (patrimoniale bancaria) i c/c sono un potenziale bancomat istantaneo per AdE/Equitalia: una cartella pazza o una notifica fatta male si può tradurre quasi automaticamente in un blocco/escussione del c/c. D’altro canto riuscire a dimostrare l’infondatezza della pretesa o l’errore è già oggi complicato e lo sarà sempre più. Ma anche nell’ipotesi che un giudice tributario riconosca un diritto, la restituzione degli euro (o ex euro!!!) è impresa da supereroi, probabilmente passa per un pignoramento allo Stato..!!! Occhio, gente! Lentamente siamo ormai arrivati a questa situazione e l’alternativa è necessariamente fuori dai confini italiani…e non in Europa.

  140. temo ci sia molta fondatezza nelle tue parole. chi può ha già varcato questi confini, noi che restiamo dobbiamo fare i conti con una prevenzione basata sul buon senso.

  141. Sagipto ha detto:

    mi fa piacere che che le mie parole vengano condivise da te Massimiliano, in effetti mi riferivo solo ai risparmi, nel senso che qualunque correntista italiano con qualcosina da parte in banca a questo punto dovrebbe avere anche un c/c all’estero, preferibilmente in CH, fermo restando che trasferirsi fisicamente all’estero, potendolo fare, rimane l’optimum…

  142. e forse neanche (solo) CH, viste le politiche protezionistiche già in campo http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/svizzera-e-germania-interessi-negativi.html

  143. acca2o ha detto:

    Prima di aprire un conto in euro su postfinance ho chiesto
    se , in caso di ritorno alla lira, i miei euro sarebbero stati convertiti in lire. Mi hanno risposto per iscritto (lettera cartacea
    che ho gelosamente conservato) che non vi sarebbe stata
    alcuna conversione automatica.

  144. a mo’ di reliquia insomma 🙂

  145. sergio ha detto:

    chiedo aiuto al forum, qualche giorno fà sono stato a trovare un amico che abita a Mentone (menton) sono entrato in una banca che si chiama credit du nord , ho chiesto se aprivano conti a non residenti e con mio stupore mi hanno detto di si oltretutto parlavano anche in italiano .unica cosa che non ho chiesto sono i costi e se rilasciano carte di credito. Qualcuno del forum ha esperienza con questa banca? quanto è sicura? (visto quello che stà succedendo in europa) cioè sapere se è una banca affidabile. Vi ringrazio anticipatamente

  146. Samarkanda ha detto:

    una considerazione forse banale: parlando di crisi e default molti giustamente si preoccupano di salvaguardare i risparmi, ma i risparmi (che peraltro non tutti possiedono…) sono in fondo un “di più”, un interesse su quel capitale che è il lavoro quotidiano. Perdere il lavoro per gli anni a venire è molto peggio che perdere i risparmi degli anni passati. La salvaguardia del lavoro, in particolare per le nuove generazioni, dovrebbe essere la prima vera preoccupazione…

  147. sergio ha detto:

    grazie peril consiglio Massimiliano, ora giro il tutto alla signora monica , se ci riesco.

  148. sergio ha detto:

    ciao, scusa Massimiliano , come faccio a contattare monica? non ho la sua email .

  149. Anto ha detto:

    Ma non conviene depositare i risparmi (sto parlando di euri cartacei) in una cassetta di sicurezza di una banca svizzera ?. Ovviamente all’oscuro di tutto.

  150. scusa se ho eliminato la mail dal tuo messaggio, per le comunicazioni utilizziamo la pagina dei contatti che può tutelare la privacy sia di chi scrive che di chi risponde.

    devo avvisarti però che in questo momento Monica è in vacanza e forse le sarà difficile rispondere, ma tentar non nuoce.

  151. ferrvittorio ha detto:

    Si, ma una volta che si è aperto il conto a Malta poi in quale nazione conviene domiciliarsi?

  152. potendo scegliere, la maggiore flessibilità è sicuramente data da una qualunque nazione extra-UE, magari del Commonwealth.

  153. ferrvittorio ha detto:

    Magari Canada, con conto in valuta sterline inglesi? E la mia banca, quando faccio l’approccio per trasferire dei soldi all’estero, che faccia faranno :))

  154. dispiaciutissima! come minimo ti offriranno uno 0,5% in più per vincolare i tuoi risparmi in obbligazioni della banca stessa 🙂

  155. ms barbamamma ha detto:

    ho chiesto alla mia consulente hsbc parigina e ufficialmente mi ha risposto che NON aprono conti correnti a distanza. Alcune eccezioni si hanno per dipendenti (di solito con posizioni manageriali medio alte) di aziende multinazionali che hanno conti aziendali in hsbc (spesso per benefit come azioni gratuite o stock options) e che riescono ad aprire anche a distanza.

  156. arawak ha detto:

    ho letto bene?! 25% di prelievo? anche se sono risparmi sudati e già stra tassati in italia?

  157. applicato solo a soldi evasi al fisco, non certo a risparmi in regola trasferiti a mezzo bonifico e denunciati nelle dichiarazioni dei redditi.

  158. Ramiel ha detto:

    Segnalo http://www.orwellunion.com , offrono apertura da remoto di conti correnti a non residenti (banca in nuova zelanda, paese economicamente stabile e al di fuori da area Euro / USA). Sito anche in italiano. Qualcuno ha già avuto a che fare ?

  159. grazie per la segnalazione!

    ho fatto un bel giri e sembra davvero un’offerta allettante (zero costi di apertura e di gestione). peccato non siano disponibili fogli informativi dettagliati, ma hanno un ufficio commerciale anche a Milano e non escludo di contattarli per avere informazioni pratiche.

    vorrei ad es. sapere se hanno c/c d’appoggio in Europa per facilitare i trasferimenti offshore, quali servizi sono agganciati ai conti correnti, quali gli interessi corrisposti sui conti di deposito e non ultimo per importanza le peculiarità del conto corrente basato su oro (XAU).

  160. Daniel Bahumann ha detto:

    recapiti tel ed email non validi, versione IT con traduzione molto approssimativa… molte perplessità

  161. hai contattato il call center italiano?

  162. Daniel Bahumann ha detto:

    si, risultano di fatto non contattabili ai recapiti indicati

  163. Ramiel ha detto:

    Infatti ho chiesto se qualcuno avesse già sperimentato ….

  164. Daniel Bahumann ha detto:

    ho provato invano ai recapiti email e tel

  165. in effetti ho provato anche io è una voce automatica chiede di inserire il numero di mailbox.

  166. Samarkanda ha detto:

    il dominio orwellunion.com è registrato a nome di Franco Mignemi di http://www.orwellg.com, se non si tratta di un caso di omonimia è anche citato in http://bit.ly/1A6NWz2

  167. provo a contattarlo direttamente

Grazie.