pr-logo

Conto low cost in Svizzera

Scritto da

23 Dicembre 2015   |   Conti Correnti

Conto low cost in Svizzera

Da più parti ci annunciano una ripresa economica timida, ma diffusa e al contempo osserviamo con perplessità il salvataggio pre Bail-in di ben quattro banche nostrane con tutte le difficoltà e dubbi del caso. Viene quindi da chiedersi se in una situazione ancora così incerta, piuttosto che tenere tutto liquido in Italia convenga piuttosto aprire un conto in Svizzera, magari low cost (anche in questo caso l’articolo è gratuito per chi era già iscritto alla newsletter).

I costi non trascurabili dei conti svizzeri non sono certamente la caratteristica più appetibile di questa forma di tutela. Piuttosto, come sempre, si scommette su una stabilità economica di gran lunga migliore della nostra (non per nulla la Svizzera continua a detenere la tripla A del suo rating) e non ultimo per importanza, il prolungato fenomeno di interessi negativi sui bond federali che costringe gli investitori a pagare e rimettere pur di detenere obbligazioni di Stato, rappresenta meglio di altri indicatori la capacità della federazione elvetica di raccogliere liquidità e poter giocare liberamente sul suo tasso di cambio.

Tuttavia, grazie all’osservazione costante verso i prodotti d’oltralpe, abbiamo trovato un prodotto finanziario che effettivamente unisce alla serenità di detenere i propri avere in Svizzera una praticamente assenza di costi, che si unisce comunque alla possibilità di gestire la posizione online e non presenta alcun canone o costo di accensione o chiusura.

Si tratta del prodotto denominato Conto di Risparmio di PostFinance (le poste svizzere) e che a seguito di chiarimenti richiesti direttamente all’Agenzia delle Entrate è facilmente riconducibile nella forma a un conto corrente o a un conto di deposito in base alla personale scelta: l’Agenzia non ha infatti preso alcuna posizione nel merito di dichiarare la posizione esatta del Conto di Risparmio, ne consegue che sia onere del contribuente, in funzione dello scopo per il quale ha previsto di aprire e gestire tale conto con il proprio istituto, di corrispondere conseguentemente una IVAFE per conto corrente (34,20 euro) piuttosto che per conto di deposito (0,2%) nel caso il saldo superi i 5000 euro su base annua.

Il Conto di Risparmio è disponibile sia in euro sia in franchi e può essere aperto online solo se si è già clienti di PostFinance, altrimenti necessariamente in filiale.

In questo secondo caso è buona prassi concordare preventivamente un appuntamento presso l’ufficio postale che si preferisce, al fine di sveltire la procedura e avere una corsia preferenziale. L’apertura in filiale è ormai obbligatoria da alcuni anni, mentre in passato era possibile aprire il conto da remoto, tuttavia per ogni successiva necessità PostFinance si è sempre dimostrata molto reattiva e disponibile sui vari canali a disposizione (Telefono, E-mail, Area riservata) anche in lingua italiana.

Il Conto di Risparmio è a basso costo perché presenta una rosa limitata di servizi, ma questo è anche il motivo per il quale non è possibile a priori classificarlo esclusivamente come conto corrente o conto di deposito. In particolare:

  • è possibile disporre liberamente di bonifici in uscita verso qualunque conto mondiale, anche se sono gratuiti solo i primi 10: successivamente, si pagheranno 8 CHF a bonifico fino alla fine dell’anno
  • analogamente è possibile ricevere sul conto bonifici in ingresso da qualunque conto mondiale
  • gli interessi corrisposti su base annua sono praticamente nulli (si parla di uno 0.050% per entrambi le valute), quindi è chiaro che il prodotto è più indicato per trattenere per un periodo di tempo la propria liquidità in attesa di forme di investimento più vantaggiose, con la certezza che non saranno nel frattempo aggredite da potenziali prelievi forzosi o manovre salva-banche (e non avendo quasi interessi non si avrà praticamente l’onere di dover conteggiare eventuali crediti di imposta sulla diversa tassazione applicata tra Italia e Svizzera)
  • a richiesta viene fornito un bancomat giallo, che è funzionante solo in Svizzera; mentre per accedere online è sufficiente una card azzurra che viene fornita gratuitamente a casa in fase di apertura unitamente al lettore, anch’esso fornito gratuitamente in fase di attivazione
  • infine non è soggetto all’imposta per i non residenti (relativamente all’Italia pari a 15 CHF) motivo per il quale chi aveva già un e-conto di qualche tipo presso PostFinance ha già provveduto a migrarlo verso il nuovo Conto di Risparmio

Foglio informativo conti postfinance è disponibile l’attuale foglio informativo di tutti i prodotti di PostFinance, incluso il Conto di Risparmio (vedere pag. 18)..

Per esperienza personale, posso affermare di non aver trovato particolari differenze né in termini di utilizzo né nelle tempistiche di evasione dei bonifici in uscita rispetto a un conto corrente o un e-conto: la documentazione continua ad essere gestita interamente in formato elettronico (scelta suggerita per aumentare la discrezionalità, altrimenti è possibile ricevere i documenti in formato cartaceo), l’interfaccia operativa online ( e-Finance ) è esattamente la stessa e l’assistenza clienti in lingua italiana è sempre stata squisita.

Posso dire quindi che si tratta di un prodotto a basso costo, ma ciò non equivale a dire che si tratti di un prodotto di bassa qualità, tutto al contrario.

Condividi l'articolo!

23 Dicembre 2015   |   Conti Correnti

Tags: , , , , , , , , , ,

21 commenti su “Conto low cost in Svizzera

  1. seratanera ha detto:

    suppongo che in Svizzera si vogliano parcheggiare somme al riparo dei default italiani, piuttosto che utilizzare dei conti di pagamento. Francamente mi sembra difficile tassare sulla base dello spirito del contribuente.Personalmente sono ben disposta a pagare il bollo secco – lo pagherei comunque in Italia sui c/c remunerati all’0,01%, mentre mi scomoderebbe molto l’IVAFE. E’ davvero un bel dilemma da risolvere con il ns. vorace fisco. E tenere i conti sotto i 5.000 euro non risolve il problema di tenere il risparmio al sicuro. che soluzione avete adottato?

  2. sembrava difficile da comprendere anche per me, eppure nella risposta dell’AdE l’onere dell’identificazione del corretto tributo da versare è demandata al contribuente in accordo al suo istituto e nonostante avessi indicato con esattezza il prodotto e l’istituto cui mi stavo riferendo hanno messo per iscritto che non sono titolati a stabilire a quale delle categorie (cc o cd) il prodotto sia da riferire. difficile che con una tale risposta possa essermi contestata in futuro l’IVAFE che risulterà per me più congrua da applicare in base alla scelta d’uso che ne ho fatto.

    a di là di questo, la soluzione più saggia sembra quella di diversificare su più piazze e non solo in ambito europeo. indubbiamente è faticoso dover gestire più posizioni, ma tenendole sotto i 5000 euro se estere vanno semplicemente dichiarate e non sono soggette a tassazione. va comunque osservato che le posizioni non devono essere detenute presso lo stesso intermediario e che l’imposta minima da versare è di 12 euro. il che in realtà porta il limite a 6000 euro nel caso si tratti di un c.d. per subire la tassazione.

  3. spremuto ha detto:

    Massimiliano, con la risposta che hai ricevuto, sei in una “botte di ferro”. Tuttavia l’AdE dice:

    ” la risposta all’interpello vincola la stessa Agenzia delle entrate, limitatamente al singolo caso prospettato ed esclusivamente nei riguardi del contribuente istante;”

    Non sembrerebbe quindi possibile generalizzare la cosa ad altri contribuenti.

    Che ne pensate?

  4. è corretto, tuttavia non possono dire una cosa diversa a un altro contribuente: se affermano che non sono titolati a stabilire la natura di un prodotto, così è a prescindere che l’abbiano formalizzato solo con me!

  5. Roberto Zanotti ha detto:

    Ciao Massimiliano, io ero correntista Post Finance fino a 3 anni fa’.
    Ora ho provato a sottoscrivere il Conto risparmio, ma come ex novo e residente in Italia non me lo fa aprire. Infatti quando inserisco i dati, giunto al punto in cui mi si richiede il domicilio, le uniche possibilita’ sono o la Svizzera o il Liechtenstein.

  6. Roberto Zanotti ha detto:

    Hai ragione, bisognerebbe andare in filiale . .. .ok!!

  7. spremuto ha detto:

    Sono d’accordo: a logica non dovrebbero.
    Ma purtroppo in pratica potrebbero…

    In caso di piu’ interpelli sullo stesso tema, l’ade potrebbe dare una “risposta collettiva” con risoluzione o circolare ministeriale – che solo in questo caso avrebbe validita’ di carattere generale.

    Ergo, per quanto assurdo, credo che provero’ a fare un interpello anche io…

  8. frenky ha detto:

    Buongiorno Massimiliano,
    anche qui verrebbe applicata la tassa domicilio all’estero di CHF 15 mensili che attualmente pago sul conto privato + e-risparmio di cui sono titolare ?
    Grazie

  9. no, per questo ho indicato il conto come low-cost!

  10. frenky ha detto:

    grazie, ho appena letto l’altra discussione (era un po’ che non seguivo ed ero rimasto indietro sull’argomento 🙂 dove mi pare di capire che conviene chiudere il conto privato in EUR aprendo l’e-conto di risparmio, essendoci su questo la possibilita’ di bonifico diretto sia in entrata che in uscita.

    Il conto, come molti di voi, lo tengo come “parcheggio” dei piccoli risparmi per ripararmi da un eventuale default..

  11. guzzibici ha detto:

    Buongiorno Massimiliano
    alcune domande:
    – Mi confermi che, aprendo il conto in filiale, non è obbligatorio aprire altre posizioni?
    – E’ necessario un importo minimo di deposito?
    – a parte l’IVAFE dobbiamo pagare altre tasse in Italia?
    -Quale sportello consigli per l’apertura del conto?
    -L’Home Banking è gratuito o va pagato a parte?
    Cambiando argomento , cosa ne pensi di BorsadelCredito? …Pret D’Union ha perso qualche colpo ultimamente!
    Grazie e complimenti per il sito!!

  12. (ho modificato leggermente la prima domanda trattandosi di un commento visibile a tutti su articolo premium)

    – confermo (da non confondere con l’offerta che ha un nome simile e ha invece questo vincolo)
    – no
    – no
    – consiglio Ticino per la lingua, ma vanno bene tutti (basta prendere appuntamento)
    – gratuito

    BorsadelCredito è in coda per la recensione!

  13. guzzibici ha detto:

    Grazie Massimiliano , sintetico e preciso…!

  14. guzzibici ha detto:

    L’euro meglio speso della mia vita!!
    PS, Una volta sul vecchio sito c’era una interessante discussione sul Social Landing , Pret d’Union in particolare , ora non la trovo più..che fine ha fatto?

  15. stiamo ancora abilitando delle funzionalità nel nuovo sito; per ora trovi l’archivio in alto, più avanti ci sarà il modulo per la ricerca libera. forse il post che ti interessava è questo https://piccolorisparmio.eu/investire-nel-social-lending-in-francia-pret-dunion.html

  16. guzzibici ha detto:

    Ciao Massimiliano
    ho un paio di dubbi sul conto corrente di PF, che ho aperto:
    1) Non va compilato il quadro RM di UNICO sugli interessi (praticamente virtuali) percepiti , giusto?
    2) Non va compilato il quadro RW di UNICO se la giacenza media annua è sotto i 5000 euro e durante l’anno non si sono mai superati i 15000 euro, giusto?
    Grazie per la risposta!!!

  17. grazie a te per le domande, perché dopo molto tempo mi sono rivisto la normativa e non ricordavo che finalmente era stata snellita. spero di non sbagliare, ma apparentemente non vanno più compilati i quadri RM perché per l’IVAFE si fa riferimento al solo quadro RW e la soglia di esenzione è stata portata a 15mila euro.

    in tutta franchezza ero rimasto alla soglia dei 5000 per il versamento, ma ora si versa in pratica solo se si detiene almeno 15mila euro complessivamente all’estero tra conti correnti, libretti e conti di deposito, in rif. all’art. 2 L.186/2014 ( http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/12/17/14G00197/sg ), dato che al di sotto dei 15mila euro si è nell’area di NON monitoraggio; poi una volta sopra questa soglia, si versa l’IVAFE solo se per singolo intermediario le posizioni presente cumulativamente superano i 5000 euro (e si parla di saldo a fine anno o a fine periodo se si è disinvestito, non più di saldo medio), altrimenti le posizioni sono esenti dall’imposta (34,20 euro per i c/c e libreti e 2×1000 per i conti di deposito). fino a due anni fa anche se si era nell’area di esenzione del quadro RW si dovevano comunque compilare i quadri RM a prescindere che poi andasse o meno versata l’IVAFE.

    la conferma è nelle istruzioni del fascicolo 2 di Unico, che ricordano anche che se l’imposta da versare è inferiore a 12 euro non va comunque versata.

    riguardo gli interessi, si applica l’imposta sostitutiva del 26%, ma trattandosi della Svizzera andresti a credito di imposta dato che la tassazione è al 35% (sopra la franchigia di 200 CHF esentasse).

    quindi da quanto mi dici mi pare di capire che non devi compilare proprio nulla!

  18. guzzibici ha detto:

    Ciao Max
    da quello che leggo sul link della GU, i 15000 sono ” il valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta” CON LO STESSO INTERMEDIARIO e non complessivamente all’estero..che ti da l’esenzione dal monitoraggio sempre che non si sia tenuti a versare l’IVAFE.
    Non trovo però da nessuna parte dove si parla di saldo a fine anno o a fine periodo se si è disinvestito e non più di saldo MEDIO ANNUO..puoi dirmi dove lo hai letto?
    Infine mi confermi che , essendo già tassato in Svizzera al 35% no siamo tenuti a pagare l’imposta sostitutiva del 26% sugli interessi?
    Anche sopra i 12 euro di imposta? sai dirmi dove è scritto?
    Sempre grazie!!

  19. entrambi i riferimenti li ho trovati nelle istruzioni del secondo fascicolo di Unico PF 2016

  20. blackeagle ha detto:

    Questo comunicato di PF, anche se non tocca i conti risparmio, penso possa essere interessante, se non altro per indicare una tendenza che penso, purtroppo, finirà prima o poi per coinvolgere anche i piccoli risparmiatori. Ciò, a mio parere, non eliminerebbe comunque l’utilità di avere fondi presso PF, vista la precarietà del sistema bancario italiano (al di là delle ridicole dichiarazioni tranquillizzanti di Padoan & soci). MPS docet 🙂

    https://www.postfinance.ch/it/about/info/press/2016/press161111.html

  21. grazie per la segnalazione!
    avevo letto dell’informativa e penso che hai ragione: finché non toccano il conto di risparmio io come tanti lo manterrò, poi vedremo gli effettivi benefici se vi saranno dei costi ( fermo restando che in questo momento solo la Svizzera tra i vicini è in grado di offrire qualche garanzia ).

Grazie.