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Aprire un conto all’estero: Svizzera (4)

Scritto da il 14 novembre 2011 in conti-correnti

Argomento gettonatissimo del momento: come aprire un conto in Svizzera online senza doversi recare fisicamente in filiale?

La banca finora più apprezzata, PostFinance, da fine 2008 ha cambiato la propria politica di apertura obbligando i nuovi sottoscrittori alla firma del contratto in filiale per l’apertura della posizione. Un vero peccato, soprattutto per via dell’offerta semplice ed economica e per la sicurezza che offre ancora una banca pubblica anche se in via di parziale privatizzazione. Inoltre non è possibile accedere al trading online se non si è cittadini svizzeri.

Ma è da poco disponibile anche l’offerta di un altro istituto che permette di gestire tutto comodamente da casa sottoscrivendo l’offerta nel proprio sito web a condizioni concorrenziali rispetto alle poste svizzere, con in più la possibilità di fare trading e forex online anche per clienti italiani. Abbiamo ricevuto infatti il feedback diretto sia della banca, sia di chi seguendo la procedura di seguito descritta ha potuto aprire il conto da remoto.

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  • Enrico

    Buongiorno, io vorrei aprire un cc in svizzera e comprare dei fondi comuni che investono in titoli di stato di paesi come norvegia, australia ecc…
    sono quindi alla ricerca della soluzione che costi di meno sotto il punto di vista delle commissioni di gestione del portafoglio titoli.
    Leggo in quest’articolo che la banca applica lo 0.5% che reputo tanto, anche perchè bisogna poi pagare lo 0.15%(dal 2013) allo stato italiano.
    Banca Migros applica lo 0.19%, mentre le poste non applicano costi ma non permettono di investire se non attraverso i loro fondi.
    Ci sono queindi delle alternative migliori a banca Migros sotto l’aspetto dei costi di gestione?? Grazie

  • Xana

    Salve a tutti,
    anche io come molti di voi ho un conti in Svizzera presso Postfinance.

    Inoltrandomi nei meandri della dichiarazione dei redditi ho scoperto questo:

    Lotta ai paradisi fiscali (articolo 1, comma 3). Per
    “stimolare” i contribuenti con capitali detenuti illecitamente
    all’estero, viene previsto il raddoppio dei termini di accertamento. Il Fisco
    avrà, così, non più 4, ma 8 anni per stanare gli evasori che hanno portato i
    beni oltre confine. Previsto, anche, il raddoppio dei termini di decadenza e
    prescrizione previsti dall’articolo 20 del Dlgs 472/1997 per le violazioni
    riferite alla mancata indicazione nella dichiarazione annuale dei redditi di
    investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria.

    è un estratto da un articolo del sole 24 ore in merito al milleproroghe 2009.

    I dubbi miei sono:

    1 – i termini per gli accertamenti del fisco sono raddoppiati per tutti coloro che hanno attività finanziarie all’estero? (anche legalissime e dichiaratissime come noi?)

    2- che vuol dire “gli investimenti e le
    attivita’ di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a regime
    fiscale privilegiato [...] ai soli fini fiscali si presumono costituite,
    salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione” ?

    La cosa è abbastanza ingarbugliata e fa riferimento alla legge 3 agosto 2009, n. 102 che riguarda:

    Art. 12.

    Contrasto ai paradisi fiscali

    1. Le norme del presente articolo danno attuazione alle intese raggiunte
    tra gli Stati aderenti alla Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo
    economico in materia di emersione di attivita’ economiche e finanziarie detenute
    in Paesi aventi regimi fiscali privilegiati, allo scopo di migliorare l’attuale
    insoddisfacente livello di trasparenza fiscale e di scambio di informazioni,
    nonche’ di incrementare la cooperazione amministrativa tra Stati.

    2. In deroga ad ogni vigente disposizione di legge, gli investimenti e le
    attivita’ di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a regime
    fiscale privilegiato di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 maggio
    1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 10
    maggio 1999, n. 107, e al decreto del Ministro dell’economia e delle
    finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
    italiana del 23 novembre 2001, n. 273, senza tener conto delle limitazioni ivi
    previste, in violazione degli obblighi di dichiarazione di cui ai commi 1, 2 e
    3 dell’articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito dalla
    legge 4 agosto 1990, n. 227, ai soli fini fiscali si presumono costituite,
    salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione. In tale
    caso, le sanzioni previste dall’articolo 1 del decreto legislativo 18 dicembre
    1997, n. 471, sono raddoppiate.

    2-bis.
    Per l’accertamento basato sulla presunzione di cui al comma

    2,
    i termini di cui all’articolo 43, primo e secondo comma, del

    decreto
    del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e

    successive
    modificazioni, e all’articolo 57, primo e secondo comma,

    del
    decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,

    e
    successive modificazioni, sono raddoppiati.

    2-ter.
    Per le violazioni di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 4

    del
    decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con

    modificazioni,
    dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, e successive

    modificazioni,
    riferite agli investimenti e alle attivita’ di natura

    finanziaria
    di cui al comma 2, i termini di cui all’articolo 20 del

    decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
    472, sono raddoppiati.».

    Cosa ne pensate?

    • Xana

      In pratica la mia lettura è questa:

      - se detieni anche legalmente denaro all’estero (con C/C a te intestati ed inviato tramite bonifici) e non lo dichiari in Unico nel quadro RW è come se fosse illegale e quindi si presume “redditi sottratti a tassazione”

      sul discorso degli 8 anni di spada di damocle degli accertamenti fiscali anzichè 4 non mi è affatto chiaro.

      • http://PiccoloRisparmio.eu Massimiliano Brasile

        se non dichiari, quando obbligato, non è “come se fosse..”, stai commettendo un reato amministrativo per omessa dichiarazione o dichiarazione mendace/incompleta.

        per gli anni.. mi sembra che si possano chiedere chiarimenti fino a 10 successivi alla dichiarazione.

        • Xana

          Grazie della risposta Massimiliano. Ti suggerisco di evidenziare questi due aspetti comunque. Sia il fatto che avendo investimenti di questo tipo hai controlli fino a 10 anni (e quindi devi conservare scontrini ecc. per il doppio del tempo), sia il fatto che omettere la dichiarazione è pericoloso.

          Di fatti non commetti solo un reato di omessa dichiarazione (grave di per se). Ma dovremmo rendere tutti edotti che, in caso di mancata dichiarazione, la sanzione è da 500 a 1000 euro (art. 1 dl 471/97) per l’omessa dichiarazione e che, essendo quanto depositato considerato “non dichiarato al fisco” verremmo tassati come se quei redditi provnissero da una fonte non ben specificata, con pagamento di IRPEF ed altre tasse per un decurtamento di almeno un 30% del patrimonio…

  • Xana

    Salve, vorrei capire come mai il mio messaggio è stato rimosso. E vi chiedo una risposta in merito all’eventualità di raddoppio dei tempi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni dei redditi (8 anni anzichè 4) per chi detiene attività finanziarie all’estero.

    In particolare, vale per tutti coloro che dichiarano le attività sul modulo RW di Unico?
    Saluti

  • juventino doc

    Buongiorno.

    Vorrei un consiglio per aprire un conto con Postfinance e portare 10k circa trasferendoli dalla banca presso l quale adesso sono depositati.

    (attualmente sono nel conto tascabile con CHEBANCA)

    Per quanto riguarda Postfinance qual è la differenza tra il “conto” e un “set”, perché ho guardato il loro sito internet ma non ho ben capito che differenza ci sia.

    Sarei interessato a questa opzione :
    https://www.postfinance.ch/it/priv/prod/setoffer/online/offer.html

    Il mio obbiettivo era quello di trasferire i pagamenti che ricevo in italia in una cassaforte lontana da qui per cautelarmi in caso di problemi con l’euro, quindi avere già una via di fuga aperta per il denaro.

    Devo avere la possibilità di operare completamente on-line, ovvero controllare il mio saldo, bonifici e al max fare in conto deposito che mi permette di avere il set gratis.

    Ricapitolando quindi vorrei avere i miei soldi in svizzera e mantenere nel conto tascabile di chebanca i soldi necessari per le mie spese in italia.

    A tal proposito il bonifico da Postefinance a Chebanca è oneroso?

    Ultima cosa… conviene aprire in conto in EUR O CHF??

    Grazie.

    • http://PiccoloRisparmio.eu Massimiliano Brasile

      qui trovi le differenze https://www.postfinance.ch/it/priv/prod/setoffer/compare.html e ovviamente ti consiglio il setonline; con singolo conto i 10k ti permettono di abbattere il canone mensile e quindi avere il c/c e conti di deposito gratis.

      inoltre per i bonifici verso area UE/SEPA il costo è zero.

      tra le due valute scegli a tuo gusto, all’occorrenza via internet chiedi l’apertura di una seconda posizione nella valuta che vuoi (però a quel punto su quella ci paghi il canone; per abbattere tutte le spese occorrono 25k CHF e apri il set multivaluta in tre valute).

      • juventino doc

        grazie Massimiliano adesso guardo il link.

        • juventino doc

          Chebanca mi ha confermato che i bonifici verso area SEPA sono gratuiti. Nel caso però non avessi CHEBANCA come punto di appoggio per prelevare in Italia con il bancomat di Postfinance posso prelevare e se si a che costi?

          • http://PiccoloRisparmio.eu Massimiliano Brasile
          • juventino doc

            bene ho capito le varie differenze e caratteristiche.

            Ultimo mio dubbio è forse il più grande ovvero se faccio un conto in EUR averlo in svizzera o in italia dal punto di visto del valore della moneta non cambia nulla in caso di default italiano.

            Allora mi chiedo è possibile per me aprirlo in CHF ( correndo in rischio valuta anche se remotissimo ) e fare i bonifici verso tale conto dei pagamenti in EUR che ricevo?

            Esempio: se bonifico 1000 EUR verso il mio conto in CHF mi vengono cambiati al tasso giornaliero o è una operazione impossibile?

            quello che mi preme è avere il mio capitale in CHF per mettermi al sicuro dal default, ma se fosse un’operazione breve allora potrei mantenere il conto in EUR e modificarlo in CHF appena ve ne è la necessità.

            Che ne pensi Massimiliano?

            Ps grazie per il tempo che dedichi alle mie ( magari banali) domande te ne sono grato.

          • http://PiccoloRisparmio.eu Massimiliano Brasile

            puoi senza dubbio aprire in CHF e bonificare EUR: la banca applicherà il tasso di cambio più commissione per ogni bonifico entrante non in franchi.

            non puoi invece modificare la valuta di un c/c, quindi eventualmente dovresti aprirne due tra i quali girocontare da EUR a CHF (o viceversa) o altre valute a tua scelta tra quelle gestite.

          • juventino doc

            ok tutto chiaro. Allora opto per apertura in EUR così valuto tempistica e operatività e se ve ne sarà la necessità ne apro un altro in CHF.

    • Antonio Guerra

      occhio a CheBanca, personalmente non ho avuto esperienze entusiasmanti, anzi… non è difficile trovare di meglio

    • Panomar

      In caso di accordi bilaterali tra Italia e Svizzera come faranno le banche a distinguere tra conti dichiarati legalmente in Italia e conti non dichiarati al fine di applicare la tassazione prevista? (Si parla fino a un 30% delle somme depositate).

      • http://PiccoloRisparmio.eu Massimiliano Brasile

        gli evasori non fanno sicuramente bonifici per versamenti dall’Italia alla Svizzera tra conti intestati a se stessi :)

        già distinguendo tra chi accredita solo in contanti e chi usa metodi tracciabili penso che è facile far emergere il grosso. ci sono sicuramente anche molti conti con prestanome, ingenti somme che restano semplicemente immobili e quasi infruttifere da anni… anche lì sai quante cose si potrebbero scoprire solo volendo?

        secondo me chi fa le cose alla luce del sole non deve temere i necessari maggiori controlli.

  • littlefrog

    Ciao,

    sembra che per aprire il conto bisogna comunque andare di persona …… è cambiato qualcosa?

    Grazie

    • http://PiccoloRisparmio.eu Massimiliano Brasile

      alla data di pubblicazione dell’articolo l’apertura era possibile online, come è stato confermato in seguito anche da chi seguendo la procedura ha aperto il conto da casa.

      non mi risulta ci siano stati cambiamenti in seguito.

  • lebezz

    Gentili utenti
    Chiedo a voi esperti se ho inserito bene i dati nel modello unico.
    Accreditati a mano 100 chf.

    Quadro RW sezione III
    codice stato estero: 071 // tip. trasferimento: 3 // cod. operazioni con estero: 1

    Nella sezione II non ho dichiarato nulla.

    Gli importi sotto un euro non vanno dichiarati (il programma unico non lo consente)?
    Un’altra domanda se posso….
    Il mio conto corrente ha le iniziali CH davanti al numero di conto. Non mi è possibile inserire il numero di conto corrente incluse le iniziali nel modello unico, per il fatto che risulta essere troppo lungo. Mi manca l’ultimo numero del conto corrente che è uno zero.
    Posso non inserire le iniziali CH nel numero corrente, tanto risulta comunque essere un conto svzzero nel codice bancario BIC/SWIFT?

    Grazie a tutti per il grande aiuto che date sempre.

  • littlefrog

    Salve,

    andando nel sito della banca viene fuori un pop-up che dice che la banca è regolata dalla FINMA e che non “è certificata” (lasciatemi passare il termine) dalla CONSOB – Banca d’Italia …..

    Che cosa significa?

    Grazie

    • http://PiccoloRisparmio.eu Massimiliano Brasile

      si tratta semplicemente di una liberatoria automatica della banca nei confronti di un italiano intenzionato a leggere informazioni sul loro sito e potenzialmente ad acquistarne i servizi, visto che non sono stati autorizzati a venderli di loro sponte in Italia.

      è chiaro che la banca opera in Svizzera ed è in regola con la normativa bancaria locale. dato che internet però non ha confini, si tutela da eventuali obiezioni degli organismi di controllo bancari al di fuori della Svizzera, indicando chiaramente che se l’utente (il cuo indirizzo internet dà un’indicazione geografica) prosegue è lui che vuole avere informazioni e non è la banca a sottomettergliele senza che siano state richieste.

      mi sembra abbastanza trasparente ed è scritto in italiano corretto.

      • littlefrog

        ti spiego la mia domanda, mentre stavo per leggerlo ho pigiato ok ed il pop-up si è chiuso, al momento che sono rientrato nella pagina, avendola già visitata non mi è apparso di nuovo e non ho potuto leggerlo tutto e bene.

        Grazie

        • http://PiccoloRisparmio.eu Massimiliano Brasile

          nessun problema: a me il pop-up non è comparso e mi sono andato a cercare la pagina appositamente.

          • 8efelante8

            Per non sbagliare meglio aver obbligazioni in chf a tasso fisso 3 5 anni

  • tot

    caro Masismiliano Brasile, secondo te è vera la voce che la Svizzera potrebbe applicare tassi di interesse negativi ai conti correnti nelle sue banche (ad es. Postfinance)?
    E se è vero, quanto dobbiamo preoccuparci noi che abbiamo mesos i soldi in Postfinance?

    • http://PiccoloRisparmio.eu Massimiliano Brasile

      purtroppo non è solo una voce, ma di una mozione documentata. ne ho accennato anch’io un mese fa http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/aprire-un-conto-allestero-svizzera-re-print.html#comment-542221894 quando la ritenevo come te solo una voce.

      apparentemente c’è anche stata una risposta positiva dei mercati quando si è sparsa davvero una voce (infondata) che la Svizzera li avrebbe anche iniziati ad attuare. quasi fosse stato un test per sondare il terreno economico.

      penso di scriverne appositamente in un articolo, ma la preoccupazione purtroppo è una costante di questi ultimi anni.

      • tot

        sai una cosa però? se pure applicassero interessi negativi per l’1%, in fondo potrebbe ancora convenire per un pò, perchè anche perdendo l’1% annuo sul capitale, è molto meglio che perdere il 40% sul capitale stesso di svalutazione sui depositi in Italia.
        In fondo (ad es. su 100.000 euro di capitale) meglio perdere 1000 euro in un anno che 40000 in un colpo solo dovuto all’eventuale ritorno improvviso alla lira.
        Sbaglio qualcosa nel ragionamento?

  • Freekess

    Massimiliano, il tasso di cambio e le commissioni applicate da questa banca sono migliori rispetto a PF? Oppure è sempre meglio aprire Fineco multicurrency e trasferire da lì?

  • Mauro

    buonasera
    ho aperto un c/c in svizzera
    ho effettuato un cambio valuta da € a chf
    ipotizzando l’acquisto di un immobile all’estero
    come devo procedere con la compilazione dei quadri rw= dove posso trovare delle istruzioni complete per la corretta compilazione?
    grazie
    Mauro

  • angelo

    Buongiorno. Ho lavorato in Svizzera per tre anni e ora sono ritornato in Italia. Votrrei sapere come devo comportarmi fiscalmente con i risparmi che ho sul conto corrente svizzero. sia che li tenga depositati in Svizzera o che li trasferisca in Italia.Nei tre anni lavorativi avevo la residenza fiscale in svizzera. Grazie